2° Itinerario - - Circeo - Storia e Leggenda

Storia e Leggenda del Circeo
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2° Itinerario -

ATTENZIONE! PAGINA IN ELABORAZIONE

Difficolta dell'itinerario: FACILE, alla Torre Moresca MEDIA
Utilizzo autovettura: SI, fino a circa Vasca Moresca
Tempo medio di escursione: 4 ore

1. Il secondo itinerario inizia dal Faro e continua fino alla Valle Caduta. Proseguendo in direzione Punta Rossa la prima attrazione degna di nota è Torre Cervia. Distrutta dagli inglesi nel 1809 fu ricostruita nel 1947 dal conte Galeazzi. Per oltre un secolo questa torre è rimasta allo stato di rovina è proprio per questo motivo fu conosciuta come La Torraccia. Non vi si può accedere in quanto proprietà privata ma dalla strada è possibile ammirarne la bellezza anche se differente dalla struttura originaria del 1563. Manca per esempio 'lo scudo', tipico nelle altre torri del Circeo, ovvero il sistema di difesa dagli attacchi dall'alto del monte.
La TorracciaTorre Cervia
La Torraccia

2. Proseguendo su via delle Batterie si arriva all'hotel Punta Rossa e qui inizia la località detta Valle Caduta. Il nome Valle Caduta deriverebbe, secondo le leggende raccontate da Evelino Leonardi, da uno squarcio apertosi dall'alto verso il basso nel cratere di un vulcano. Oltrepassato il cancello del Consorzio della Batteria e della Vasca Moresca si entra nello stradello comunale delle batterie, non asfaltato e molto dissestato.
Valle Caduta - La SparvieraConsorzio della Batteria e della Vasca Moresca

3. Oltrepassato il cancello d'ingresso al Consorzio della Batteria di Moresca, si scende, a sinistra, al sentiero che conduce alla Batteria di Moresca.  La Batteria di Moresca è un recinto in pietra a forma di pentagono irregolare costruito dai Francesi nel 1811 per difendere il Promontorio dale incursioni degli Inglesi e dei pirati. Qui erano collocati dei pezzi di artiglieria. Ancora oggi si conserva la garitta e altre strutture militari.
Percorso consigliatoIl FortinoLa Garitta



4. Ritornando sullo stradello principale e proseguendo per circa un chilometro si giunge ad un bivio. Svoltando a destra, alla fine del percorso, si giunge nel luogo dove un tempo sorgeva una villa romana. Rimane una grande cisterna rettangolare detta Vasca Moresca, restaurata con ogni probabilità al tempo della costruzione delle torre omonima, nell'anno 1563 circa,  alla quale forniva acqua. Un'altra cisterna, a due ambienti, si trova poco più in basso ma è di difficile identificazione. [2]
Vasca Moresca
Vasca Moresca
5. Oltrepassata la Vasca Moresca, a piedi, si segue il sentiero in salita fino a Torre Moresca, qui aumentano le difficoltà del percorso. Le rovine della torre sorgono a 232 metri in quota sullo sperone del Precipizio, Fu distrutta dagli Inglesi nel 1809, mentre fu abbandonata dalla guarnigione nel tentativo di soccorrere le altri torri in difficoltà, per questo motivo ne rimane solamente la base. Nel 1593 la guarnigione della torre fu accusata di connivenza con i briganti.
Torre Moresca

6. Ritornado al bivio e proseguendo verso destra, al termine di via delle Batterie si giunge alla Cava d'Alabastro, al di sopra di un'ampia conca naturale. La cava fu sfruttata dai Romani e probabilmente anche dagli Etruschi. La particolarità di questo tipo di materiale unico nel suo genere, dalla grana fine e di una delicata colorazione bianca tendente al giallo, è stata riscontrata nella realizzazione di oggetti magistralmente lavorati rinvenuti nelle tombe etrusce (Fonteanive). L'alabastro del Circeo sarebbe stato molto utilizzato prima dell'introduzione del marmo lunense nell'Etruria meridionale. Questo tipo di minerale è presente nelle decorazioni di alcune chiese di Roma fra le quali la Basilica di San Pietro.
Cava d'Alabastro

1. Aggiornamenti e fotografie a cura di Carlo Gallone
2. Fotografie delle Vasca Moresca di Lorenzo Puspi
16 gennaio 2019 | aggiornamento n.0.9 (versione provvisoria)
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