Storia del Circeo - Circeo - Storia e Leggenda

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Storia del Circeo

Storia di Circei in breve. Centro probabilmente fondato dai greci sul finire dell'età del bronzo, allorchè stabilirono scali ed empori lungo la costa italiana. Ad essi andrebbe attribuito il collegamento fra il promontorio del Circeo a la leggenda della maga Circe [1]. Se generalmente si fa risalire a quest'ultima l'origine del toponimo stesso della località, non sono del tutto da ecludere altre ipotesi, secondo le quali il nome Circe e Circeo deriverebbe da Cerchio o Circolo, con evidente allusione alla forma rotondeggiante del picco del monte, ovvero l'altra che ne vorrebbe la radice in quercus, quercetus [2].


L'antico abitato occupava il luogo dell'attuale centro storico di San Felice Circeo. In sito conserverebbe, in parte, l'antica ortogonalità della pianta oltre e tratti di mura poligonali. Occupata dalle popolazioni ausoniche, al pari di altri centri costieri della zona come Terracina ed Amyclae, anche Circei mutò probabilmente il suo nome [3].


Secondo una certa tradizione che risale alle fonti, già al tempo di Tarquinio il Superbo sarebbe stata fondata una colonia romana-etrusca sul luogo di Circei. A capo di questa sarebbe stato Arunte, uno dei figli dello stesso monarca, ed in effetti un tratto delle mura dell'abitato di San Felice Circeo, conservato sul lato est, potrebbe risalire a quel VI secolo a.Cr. che vide l'influenza etrusca raggiungere l'apice della propria potenza, ed alla fine dello stesso secolo l'inarrestabile declino. Questa ipotesi, sostenuta dall'autorità si di Tito Livio che di Dioniso, non ha trovato concordi studiosi come il Pais e il De Sanctis. Eppure l'ipotesi di una Circei etrusco-romana non farebbe altro che collocarsi fra Suessa Pomezia, che sorgeva nei dintorni di Mesa, e Terracina che nel suo toponimo denuncia un periodo di chiara influenza tirrenica. Se l'elemento etrusco cadde con la sconfitta di Cuma e con la rivolta del soggetto latino-romano, quest'ultimo venne cacciato da Circei, molto probabilmente dalla controffensiva volsca guidata da Coriolano.


Per sostituirsi a questi ultimi, nel 393 a.Cr. venne dedotta una seconda colonia alla quale si presume attribuita la costruzione dell'acropoli in opera ciclopica. Ipotesi, tuttavia, allo stato delle attuali conoscenze, alquanto opinabile.


L'aver rifiutato il proprio sostegno alla madre patria nel corso della seconda guerra punica fece ritardare, quale ritorsione, il riconocimento della cittadinanza romana ai suoi abitanti. Gli abitanti di Circei, infatti, dovettero attendere lo sviluppo delle guerre civili per poter accedere ai privilegi riconosciuti ai detentori appunto della cittadinanza. Secondo Thomas Ashby ed il Beloch, Circei, proprio in conseguenza degli eventi della guerra civile, sarebbe stata trasferita in tutto od in parte nella contrada Palazzo, nei pressi del lago di Sabaudia. Tale ipotesi non è condivisa da altri studiosi, i quali si limitano a riconoscere in questa zona la presenza di costruzioni tarde, come lo scalo neroniano, nonchè i resti di una villa di Domiziano. Allo stato attuale delle nostre cognizioni, la ricerca archeologica sembrerebbe confermare questa ultima ipotesi [4].


Rimasta viva la tradizione della maga Circe, nel periodo romano questa venne trasformata o trasfusa nel culto della dea Venere e Promontorium Veneris fu il nome di questa montagna fin dai tempi della repubblica come documentato da un'iscrizione su una roccia [5]. I resti di quest'ultimo costituiscono, soprattutto per l'incomparabile posizione quanto di più suggestivo possa offrire l'intero promontorio. La sommità del Circeo, a una quota di 541 metri, contiene una spianata rettangolare artificialmente allargata grazie ad un basamento, per un complesso di metri 40 per 25, ospitava l'area sacrale, rinforzato con piloni di rinforzo che ne garantivano la stabilità. Uno di questi piloni è costituito da blocchi poligonali, mentre l'altro, quello del lato nord, è in opera incerta. Secondo Giuseppe Lugli, il primo è da attribuirsi alla fine della repubblica, mentre il secondo ai restauri fatti effettuare da Caracalla nel 213 d.Cr. Il ricordo di questi ultimi lavori è perpetuato da una lapide attualmente conservata nel casale di mesa [6].


Forse il complesso, al pari di quello di Giove Laziale e di Diana Aricina, si articolava in un recinto aperto, un'ara, con una emplice edicola al centro della quale era conservato il simulacro della dea, la cui testa venne casualmente rinvenuta nel 1928.


Saccheggiata da Alarico nella sua ritirata verso la Calabria, Circei venne investita dalla guerra gotica, che nelle sottostanti pianure ebbe episodi significativi. In particolare Totila la conquistò nel 546. Distrutta dai Saraceni nell'846, l'antica Circei si ridusse al livello di castrum dalla difficile e travagliata esistenza.



Indice dei periodi storici trattati



  • Prima Guerra Modiale
  • Seconda Guerra Mondiale

1. Odissea, x, dal v.136 in seguito

2. T. Lanzuisi, Il Circeo, Roma 1973

3. S Aurigemma, A. Bianchini, A. De Santis, Circeo, Terracina, Fondi, Roma 1966

4. C.I.L., 6430

5. C.I.L., 6422 Servio Calpurnio Domizio Destro restaurò l'altare di Circe Santissima


18 ottobre 2017 | agg.2


 
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