Archeomitika, oltre il mito - Circeo - Storia e Leggenda

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Archeomitika, oltre il mito

Mura Ciclopiche

di Gianluigi Proia
da Flash Magazine n.2 di febbraio 2003

Quelle che erano, e sono state per tutto il ventesimo secolo, le granitiche convinzioni di quella che può esser definita l'archeologia "ufficiale" negli ultimi anni, per effetto di nuove ipotesi formulate da ricercatori "indipendenti", hanno iniziato ad esser sempre meno tali anche in ambienti "scientificamente corretti". Riviste strettamente inserite nelle logiche della più rigida "ortodossia" scientifica con sempre maggior frequenza ed evidenza presentano tesi più o meno radicalmente "alternative" a quelle "tradizionali".

D'altra parte scoperte, pur tenacemente minimizzate e quasi ignorate dal circuito mediatico, come, giusto per fare un'esempio, la recente individuazione di presumibili resti di centri abitati di notevoli dimensioni nelle profondità dell'Oceano Indiano, mettono sempre più in crisi la teoria dell' "uniformismo", vero Dogma del pensiero scientifico perlomeno negli ultimi cento- cinquanta anni. Recenti ipotesi climatologiche, suffragate da approfonditi studi sulla variazione del livello del mare negli ultimi diecimila anni, hanno poi dato nuova sostanza e argomenti a tesi "eretiche", ormai quasi del tutto dimenticate ma probabilmente archiviate troppo frettolosamente, sui tempi e luoghi dello sviluppo della civiltà nel bacino del Mediterraneo in generale e sulle coste dell'Italia centro meridionale in particolare.

Date queste premesse appare evidente che le reali certezze siano sempre minori anche per quanto riguarda l'imniediata "protostoria" del Lazio. Un'area che i poeti lirici romani hanno mitizzato, in seguito, come terra di Saturno(Saturnia Tellus), collegandola in qualche modo al ricordo, sfumato tra le nebbie del tempo, di una indeterminata Età dell'Oro. D'altra parte gli imponenti resti di insediamenti megalitici presenti in quasi quattrocento siti tra le province di Frosinone, Latina e Roma pongono più di qualche interrogativo sulla cultura che li ha edificati anche a chi vuol tener saldamente legati i piedi per terra. Per approfondire questi temi, nella convinzione di colmare una lacuna sempre più avvertita fra coloro che si occupano con rigore e spirito critico ditali tematiche, alcuni appassionati hanno intenzione di costituire un'associazione di ricerca in campo storico- archeologico, denominata "Archeomitika", che si avvalga del prezioso contributo offerto dalla mitologia comparata e dallo studio delle tradizioni locali.

"Acheomitika" dovrebbe operare in particolare nel Lazio Meridionale, libera, come nelle migliori tradizioni della ricerca, da qualsiasi forma di condizionamento ideologico e culturale e, secondo i promotori, dovrebbe essere da stimolo per l'organizzazione di convegni e di incontri di approfondimento non solo su questo argomento che, con una frase di sicuro effetto, si potrebbe definire come ricerca delle origini ma anche su altri fatti e fenomeni di difficile spiegazione e forse proprio per questo, il più delle volte, liquidati e banalizzati in maniera a dir poco frettolosa e decisamente discutibile. Un'aggregazione di appassionati che intende divenire un costante punto di riferimento per chiunque voglia interessarsi di materie di questo genere e a cui, chi lo ritenesse opportuno, potrà segnalare fatti inspiegabili di cui è stato testimone, ritrovamenti archeologici "anomali" dimenticati o misconosciuti, leggende anche recenti su luoghi e personaggi in modo da porre le premesse per l'elaborazione, nel più breve tempo possibile, di una banca dati che possa esser la base di ulteriori approfondimenti e indagini sul campo.

Inoltre gli autori del Lazio Meridionale, ma non solo, che abbiano pubblicato saggi inerenti questi temi avranno la possibilità di far conoscere, attraverso le costituende strutture dell'associazione, le loro opere, che verranno segnalate ai maggiori mass-media provinciali e regionali. E a proposito di scritti di ricercatori residenti in provincia va segnalata l'ormai prossima uscita del secondo volume della triologia "Dagli Appenini all' Atlantide" che Giorgio Copiz ha dedicato alla ricerca della "Civiltà Madre". La pubblicazione, di oltre quattrocento pagine, secondo alcune anticipazioni dell'autore, vi troveranno spazio argomenti di paleontologia come l'enigma dell'uomo del Neanderthal, di simbologia come la "triplice Cinta DruidiCa", e un' approfondita analisi delle originali teorie dello studioso romano Felice Vinci che con il suo "Omero nel Baltico" ha riaperto il dibattito sulla effettiva collocazione geografica delle vicende raccontate in due dei classici della cultura greca "L'Iliade" e "L'Odissea".

Dopo alcuni tentativi compiuti negli anni settanta e nei primi anni ottanta, in particolare in campo ufologico, secondo le intenzioni dei promotori di "Archeomitika" è arrivato il momento che anche il Lazio Meridionale, una zona in cui certo non mancano spunti di ricerca e suggestioni di grande fascino, diventi una realtà territoriale viva e attenta a tutti quei fatti e fenomeni che una fortunata trasmissione tele- visiva pone su quell'immaginaria linea di confine che divide il certo, o almeno quel che al momento si ritiene tale, con l' ipotizzabile.

Una linea che con razionalità, ma senza nessun genere di pregiudizio, probabilmente dovrebbe esser attraversata forse con maggior frequenza da chi spesso, nel vano tentativo di difendere l'indifendibile, propone teorie, a volte, decisamente meno credibili di quelle, che con sprezzante disdegno aprioristicamente respinge. E' possibile comunicare la propria disponibilità per aderire ad "Archeomitika" telefonando in orari d'ufficio allo 0775/210286, oppure al portatile 328/948 1436. Tutti coloro che invece ritenessero opportuno segnalare fatti, episodi o qualsiasi circostanza ritenessero meritevole di particolare attenzione e approfondimento potranno farlo, non solo utilizzando i recapiti telefonici su ricordati, ma anche scrivendo alla redazione di Flash Magazine - Via America Latina, 7 - Frosinone, o inviando una e-mail (specificando nome e indirizzo e numero di telefono) a mario.proia@libero it. Non si terrà conto di segnalazioni anonime o non sufficientemente verificabili.

 
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