Il muro Ovest - Circeo - Storia e Leggenda

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Il muro Ovest

Mura Ciclopiche

Il muro della Arx di Circei detto del "lato ovest" è quella parte della cinta superstite meglio conservata. La presumibile e sistematica demolizione della città che si verificò nel trascorrere dei secoli per ricavare materiale edile, su tal lato non suscitò mai interesse per la palese sconvenienza nel trasportare i blocchi estratti. Infatti, gli altri lati (in peggiori condizioni), sembrerebbero demoliti e privati dei macigni che facilmente venivano fatti rotolare a valle per giungere ai piedi delle mura dell'attuale centro storico.

Con queste pietre si produssero conci ed angolari nonchè la calce che servì prima ai Romani poi alla popolazione del medioevo e così a seguire per elevare gli edifici. Altro materiale che si ritrova nelle mura di San Felice sono i mattoni di argilla recuperati nella villa Romana di Domiziano che si affaccia sulle sponde del lago di Paola. Come si può intendere il costruire, per poi demolire per ricostruire con materiale recuperato fù una consuetudine che si applicò anche qui al Circeo con il contestuale degrado di altre opere più antiche.

Tornando al tratto della cinta muraria in questione rileviamo che è realizzato su un piano di campagna con dislivello medio-costante di circa il 21%. Dalla quota + 351 il muro si sviluppa per 155 metri lineari discendendo a + 318 metri al di sopra del livello del mare.

Ponendo a premessa che al tempo degli antichi Romani ed ancora oggi, in una situazione simile, si edificherebbe scavando il piano di campagna in modo da ottenere dei terrazzamenti dove predisporre delle fondamenta atte a sostenere una struttura sovrastante.



Per capire come si è agito per costruire questo lato delle mura megalitiche si deve analizzare la consistenza dei pesi statici che agiscono su tale struttura. Lo spessore che il muro ha nel suo intero sviluppo è mediamente: in sommità di circa 2,00 ml, mentre, alla base è di 2,40 ml.. Considerando che il tipo di roccia di cui è composto ha un peso specifico di 2.200-2.300 kg per metro cubo se ne deduce che un metro lineare della struttura integra (presumibilmente alta circa 5,00 metri) pesa intorno ai 24.200 kg ovvero 242 quintali per metro lineare.

Secondo le forze fisiche che agiscono nei piani inclinati abbiamo delle grandezze vettoriali enormi che agiscono sull'intera struttura.



La scomposizione del vettore A che rappresenta l'intero peso dei 155 metri lineari del muro ovest considerato di oltre 3.500.000 di kg crea due grandezze vettoriali B e C dove: B è il vettore dato dal peso del carico uniforme gravante su 155 ml. che grava sul piano di campagna; mentre C è la spinta che andrebbe a premere sull'angolo fronte mare.

Il muro, in tal modo, è soggetto ad un'azione di schiacciamento sulla fondamenta, ma anche a traslazione per scorrimento e, a causa dell'attrito, soggetto ad un insieme di momenti di rotazione-ribaltamento che confluirebbero a quota + 318 ove, finendo il muro con l'angolo lato mare, la struttura non sopporterebbe tale spinta. e rovinerebbe a valle.



Da un'analisi attenta del modo in cui sono montate tra loro le pietre esterne che compongono Il Muro ovest si osserva che questa struttura è completamente edificata a secco e sfrutta la propria inerzia. Infatti i costruttori hanno fatto sì di creare un equilibrio statico interno tale da evitare il crollo sino ai giorni d'oggi.

Alcuni studiosi hanno dichiarato che le strutture megalitiche sono state realizzate ponendo a caso delle pietre una sopra l'altra, ma a questo punto è lecito avere dei dubbi su tali asserzioni. Da una sommaria visione del muro ovest si nota una maggior quantità di blocchi più larghi e meno alti di quelli utilizzati negli altri tre lati, quasi a voler riprodurre una struttura piana a strati. Da un'attenta e ponderata analisi dell'intero insieme della struttura appare che questa scelta non è casuale, infatti i massi sono posizionati in modo da creare un sistema continuo di piani di scorrimento che si sorreggono tra loro stessi in un alternarsi di cunei sovrapposti e comunque l'uni contrari agli altri. Infatti, il contrasto alternato dei cunei crea un equilibrio statico interno che sfrutta la gran resistenza del materiale di costruzione quando viene sollecitato a compressione.



La città di Circei, oltre ad avere in sé tratti di mura edificate per contrapposizione di archi iperstatici (sistema meglio esemplificato nel capitolo successivo), Sino ad ora è l'unica a presentare questa tecnica costruttiva a "cunei". Tale maestria, ancora una volta, dimostra che le mura megalitiche: oltre a svolgere egregiamente le funzioni difensive, venivano edificate con criteri che ancora ad oggi non presentano linee di rottura come hanno dopo XX secoli alcuni muri edificati dagli antichi Romani in opera quadrata.

 
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