Mura Ciclopiche - Premessa Generale - Circeo - Storia e Leggenda

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Mura Ciclopiche - Premessa Generale

Mura Ciclopiche

Nelle pagine che seguono si tenterà di illustrare delle così dette "Mura megalitiche" le teorie e situazioni particolari che tra loro, spesso, vanno a cozzare o a evidenziare contraddizioni storico, letterarie o addirittura di diversa conoscenza materiale-costruttiva. E' scontato che nell'attuale territorio della Regione Italiana del Lazio siano concentrate la maggior parte di vestigia di città edificate con grandi massi irregolari (megalitici) e che su di loro si affannano da sempre studiosi di tutto il mondo per capirne l'origine e la funzione.

E' innegabile l'esistenza di rapporti di conformità tra le vestigia Italiane con quelle dello stesso genere sparse in molte regioni della Grecia e dell'Asia Minore. Forse sono lì a ricordare il Passaggio e il soggiorno in Italia di colonizzatori di cui la storia scritta anticamente ne suffraga tale tesi in vari brani, spesso volutamente ignorati. Oppure sono mura costruite dai Romani in un momento particolare della loro espanzione coloniale quale tappa iniziale della loro politica espansionistica che li porterà infine a costruire l'Impero!? .

L'architetto Ciriaco Pizzecolli di Ancona è forse il primo di coloro che studiò questi reperti. Nel 1.436 disegnò le mura megalitiche di Azilla nell'Epiro, luogo dove i fautori della teoria Pelasgica reputano l'origine del flusso migratorio di quel popolo "ignoto" che giunse in Italia. Ma è anche vero che il Ciriaco, pur essendo originario di una zona non lontana dalle cinte megalitiche di Amelia, Spoleto, etc. non si espresse mai sull'esistenza di un rapporto storico tra tali monumenti italiani e quelli similari della Grecia.

Ancora possiamo richiamare la convinzione che le cinte megalitiche delle "Arx" siano state costituite con blocchi di pietra lavorati in modo da coincidere perfettamente tra loro utilizzando come supporto lastre di piombo che poste a ricalco delineavano le caratteristiche angolari e le dimensioni dei blocchi successivi da sovrapporre. Ma come usare una lastra di piombo quando alcuni blocchi superano di lunga i 3,00 metri di diametro? Per non fare deformare queste lastre (nell'operazione di distacco del calco) avrebbero dovuto avere uno spessore che, dato il peso specifico del piombo, le avrebbe rese pesanti quanto quasi lo stesso blocco da realizzare.

Vedremo come l'utilizzo di una squadra mobile detta anche regolo lesbo differisca dall'utilizzo del regolo diritto e fisso utilizzato in primis dai Romani che lo abbandonarono sotto Tarquinio per adottare la squadra fissa. La scelta di Circeii non è casuale perché sembrerebbe che chi la edificò l'abbandonò lasciandola ad altri che la occuparono saltuariamente fino a ché non fù costruita più a basso l'attuale Centro Storico di San Felice Circeo. Quindi non avremo a che fare prevalentemente con un opera modificata da altre sovrapposte, ma con resti nudi e crudi che il passar del tempo e lo sfruttamento o incuria dell'uomo hanno fatto giungere malamente ai giorni nostri.

In generale cercheremo di non perorare le une o altre teorie, ma i confronti letterari e/o tecnici in situ, non potremo ignorarli perché comunque a seconda l'opinione considerata lasciano sempre da pensare a favore o contro le diverse opinioni.

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