La Fossa Augusta Circeiana - Circeo - Storia e Leggenda

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La Fossa Augusta Circeiana

Storia

a cura di Carlo Gallone

La Fossa Augusta, Fossa Neronis o Cavo d'Augusto è un canale artificiale romano che collegava il versante Sud Est del Lago di Paola al Mar Tirreno attraversando la pianuna ai piedi del promontorio con lo scopo di  agevolare la navigazione evitando la pericolosa circumnavigazione del Circeo.  

La tradizione storica attribuisce il canale all'imperatore Nerone che iniziò i lavori di un canale lungo 160 miglia che doveva unire Ostia al Lago d'Averno. Restano tracce di questo progetto tra i laghi di Caprolace e di Paola. Tacito ricorda i lavori sotto la direzione di Severo e Celere i quali avevavo promesso all'imperatore una: "Ab lacu Auerno navigabilem fossam usque ad Ostia tiberina"
[1]. Lo scavo del canale fu affidato a confinati politici, prigionieri e galeotti fatti giungere da tutto l'Impero [2], questa fu giudicata da Svetonio e Tacito l'impresa più pazzesca messa in atto da Nerone. La fossa non fu portata a termina, forse per l'improvvisa morte dell'imperatore o per le difficoltà tecniche nella realizzazione.

Durante il corso della storia la Fossa Augusta si è completamente insabbiata tanto che in occasione lavori del riscavo del Canale Romano (1723) fu progettata, e mai realizzata, la rimessa in efficienza della stessa (Sebastiano Cipriani).

Negli anni venti del secolo scorso Giuseppe Lugli ne descrive il tratto relativo allo sbocco di Rio Torto: "La largezza dello specchio d'acqua navigabile doveva essere di circa metri 18 per una profondita di metri 4; ai lati si trovavano le banchine per il tiro delle navi a mezzo di animali, e sugli argini correvano due strade parallele...".

L'inquadramento storico dell'opera è tuttora fonte di dibattito. Si suppone che il canale sia opera di Domiziano, ma le testimonianze storiche (Svetonio, Strabone etc..)  di un porto canale presente nel sito già sul finire del I secolo avanti Cristo ne suggeriscono una datazione più antica. Sulla base degli attuali riscontri archeologici non è possibile con certezza sistemare cronologicamente di quanto rimane del cosiddetto progetto neroniano.

In una recente ed interessante relazione dell'archeologo Diego Ronchi si confermerebbe, verosimilmente, la datazione del I sec. avanti Cristo: "Difficile proporre argomenti definitivi rispetto alla cronologia delle strutture della prima fase. G.Lugli  propende, sulla scorta della tecnica edilizia adoperata, e soprattutto in analogia con il progetto della Fossa Augusta, per una datazione in età neroniana. F.Coarelli  associa le strutture del Porto-Canale, e quelle della seconda fase della Villa di Domiziano, all’esilio di Lepido al Circeo, proponendo di conseguenza una datazione all’età augustea. Pur non disponendo allo stato attuale di dati  sufficienti per offrire una soluzione definitiva, ci sembrerebbe più verosimile una datazione agli anni finali del I secolo a.C. Se infatti non è certo il riconoscimento della residenza di Lepido al Circeo  con la Villa dei Quattro Venti  piuttosto che con quella che poi sarà di Domiziano, quello che è emerso dalle recenti indagini presso la Villa imperiale sulle sponde del Lago di Paola, è la cronologia di un possente restauro, databile, attraverso i bolli di Cn. Domitius Calvinus, proprio alla fine del I a.C. Solo la prosecuzione delle indagini attualmente in corso al Circeo permetteranno di verificare criticamente la coincidenza di date tra l’esilio di Lepido al Circeo nel 36 a.C., il ritorno nello stesso anno di Calvinus in Italia, e la presenza dei bolli CIL X 6314 con la formula COLONEIS DEDIT presso la Villa e presso il Canale. L’infrastrutturazione del Canale funzionò da motore propulsivo per l’occupazione delle aree circostanti, occupazione che prese a consolidarsi nel periodo compreso tra la fine del I a.C e l’inizio del II secolo d.C. In questa direzione sembrerebbero andare i materiali provenienti dalla ricognizione  ed i rinvenimenti casuali effettuati nel 1931 dal Consorzio di Bonifica di Piscinara"
[3].

Sembra che l'attuale canale raccolga le acque provenienti dalla Fontana di Mezzomonte la quale fu costruita, anch'essa dai Romani, per raccogliere le acque della sorgente poco distante. Questa sorgente, in epoca Medievale, si congiungeva con la Fossa Augusta ristagnando e formando un laghetto nel quale era in funzione un mulino da cui il nome della zona, La Mola.

La Fossa augusta inizia nei pressi della zona detta dei Casarini, poco a Sud del Convento medievale e più a Nord, nella zona detta di Terra Rossa. Il tratto prosegue all'interno della Selva Piana e non è facilmente individuabile poichè immerso in una fitta vegetazione ma si evince con chiarezza un fossato poco profondo. Il tracciato è facilmente individuabile nel tratto la Mola-la Cona, che conservano ancora le strade laterali, le attuali Via Giuseppe Verdi e Via Sabaudia. Il segmento di sbocco al mare, Rio Torto, prosegue infine tombinato al di sotto via Gibraleon.

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Punto 1 Lago di Paola: possibile imbocco lato Nord

Punto 1 Lago di Paola, località i Casarini

Punto 2 Selva Piana

Punto 3 Baia d'Argento, via delle Querce

Punto 4 Lacalità Brecciaro, via Litoranea

Punto 4 Via Litoranea

Punto 5 Campo la Mola

Punto 5 Campo la Mola

Punto 6 La Cona, via Montenero

Punto 7 Rio Torto, Sbocco sul Tirreno lato Sud

1. Tacito, Annales, (XV,42)
1. Plinio, (NH XIV,8)
2. Svetonio, Nero, (XXXI)
3. Diego Ronchi, L’area archeologica del Porto-Canale sul Lago di Paola, 2013.

20 maggio 2013 | agg.1

 
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