La Grotta Guattari - Circeo - Storia e Leggenda

Cerca nel sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

La Grotta Guattari

Storia

La più celebre delle grotte del litorale è Grotta Guattari, situata alla base del Colle Morrone, estremità orientale del Monte Circeo. La sua scoperta avvenne casualmente nel 1939, nel corso di lavori di estrazione di pietra che liberarono l'ingresso ostruito da una antica frana. All'interno si rinvennero resti fossili di fauna pleistocenica con prevalenza di Bue, Cervo, Cavallo, Iena.

In un antro terminale della grotta, entro un rudimentale cerchio formato con pitre, fu trovato il celebre "calvarium" (cranio senza mandibola) di Homo sapiens neanderthalensis, in ottimo stato di conservazione.

A.C.Blanc e S.Sergi, rispettivamente paletnologo ed antropologo, interpretarono due vistose mutilazioni presenti sul cranio come probabili azioni umane legate a pratiche di cerebrofagia rituale. Il reperto dovrebbe avere l'età di alcuni fossili reperiti accanto datati 51.000 più o meno 3.000 anni.

Grotta Guattari, come primitivo "santuario" dell'umanità neandertaliana, divenne un punto di riferimento altamente significativo per la Preistoria italiana.

Tuttavia nella seconda metà degli anni ottanta, autori americani proposero un'ipotesidiversa, seconda la quale l'insieme dei reperti faunistici e lo stesso cranio neandertaliano sarebbero stati introdotti nella cavità da carnivori quali la iena maculata, responsabile pure delle mutilazioni osservate. Entrambe le ipotesi necessitano di ulteriori verifiche.

La Grotta Guattari ha subito, in un primo tempo, una storia analoga a quella delle altre grotte litoranee del Monte Circeo. Se non che le rocce franate dalla collina soprastante ne hanno precocemente chiusa l'apertura, prima che la crisi climatica più violenta dell'ultimo glaciale facesse sentire i suoi effetti sull'ambiente biologico. Chiusa l'apertura, ed arrestatosi cosi il suo riempimento, il suolo interno ci mostra l'ambiente musteriano conservatesi intatto fino a noi. La presenza di elementi della fauna «calda» tra gli animali uccisi consente appunto di datare la chiusura della grotta, che non è mai più stata calcata da piedi umani, fino al 24 febbraio 1939-XVII.
La situazione topografica della grotta ha impedito che la sua apertura fosse raggiunta dall'azione distruttiva del mare. Situata a ridosso del Monte Circeo, in posizione riparata dai venti dominanti, essa è rimasta nascosta dal cumulo di detriti rocciosi franati dinanzi ad essa, e non raggiunti dal mare. Questo infatti, sia ancora erodendo i terreni deposti durante il glaciale che formano la bassa terrazza di circa 5 m s.l.m., che si stende davanti alla grotta (A.C.Blanc).

agg.1 02.07.2004
agg.3 14.04.2012

 
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu