Claudio imperatore - Circeo - Storia e Leggenda

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Claudio imperatore

Claudio (41-54 d.Cr.), eletto su designazione delle legioni e col favore del Senato, governò con equilibrio e mostrò di capire i nuovi bisogni del mondo romano. Estese, infatti, con una certa larghezza il diritto di cittadinanza ai provinciali e introdusse nel governo uomini nuovi, provenienti dalle borghesie cittadine. Notevoli anche le sue imprese militari, come la conquista della Mauritania, della Tracia e di una parte della Britannia. Claudio inoltre ordinò la costruzione di grandi opere pubbliche, quali il nuovo porto di Ostia e un nuovo acquedotto.


L'estensione della cittadinanza romana in un discorso dell'imperatore Claudio


Nel corso della sua espansione, lo Stato romano perseguì l'obiettivo di assimilare a sé i popoli soggetti, parificandoli nei diritti e allargando ad essi la cittadinanza romana. Significativo in proposito un discorso tenuto dall'imperatore Claudio nell'anno 48: si noti il confronto che egli fa fra la politica aperta dei Romani e quella più chiusa, seguita dai Greci.

«Alle critiche dei senatori l'imperatore così ribatté: - L'opera dei nostri antenati ci è di insegnamento e di esempio. Sappiamo che in altri tempi furono chiamati a far parte del senato genti diverse: i Giulii da Alba, i Porci da Tuscolo, e altri da ogni parte d'Italia: per ultimo fu esteso il confine dell'Italia stessa fino alle Alpi, in modo che non solo i singoli individui, ma territori e popoli interi vennero congiunti al nostro nome. Avemmo una solida pace all'interno e conseguimmo i migliori successi quando si accordò la cittadinanza ai Transpadani, e accogliemmo fra i cittadini gli uomini migliori delle province. Dobbiamo forse rammaricarci che siano venuti tra noi i Balbi della Spagna e uomini altrettanto insigni dalla Gallia Narbonése? Esistono ancora i loro discendenti e noi tutti sappiamo quanto sia grande il loro amore per la patria romana. Quale fu il più grande male che portò in rovina gli Spartani e gli Ateniesi? Questo: avere respinto i vinti e averli trattati come gente straniera. Romolo, invece, fondatore del nostro Stato, fu tanto saggio e prudente da trattare molti popoli, dapprima nemici, come cittadini. Continuiamo dunque ad agire, nei confronti degli altri popoli, come già fecero i nostri avi e predecessori, che ci sono di esempio. Passerà il tempo e un giorno anche noi saremo ricordati e citati come un esempio da imitare.»

da Tacito
13 gennaio 2017 | agg.2
 
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