Il Medioevo del Circeo
Dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente all'anno Mille gli atti storici riguardanti il Circeo sono assai scarsi o frammentari. L'Agro Pontino giaceva sommerso da malsani acquitrini e la Via Appia, principale arteria stradale della zona, cadde in stato d'abbandono per la scarsa manutenzione. Senza dubbio il Circeo risentì pesantemente delle invasioni barbariche che investirono la penisola italiana di quel periodo, ma furono, molto probabilmente, le incursioni dei Saraceni, giunti verso l'inizio del IX secolo, a causare i guasti più pesanti. La popolazione circeiense si era quindi ridotta a pochi elementi i quali vivendo di stenti, non rimaneva che rifugiarsi sulla vetta del monte o nelle numerose cisterne romane adibite a rifugio in caso di pericolo. In sintesi il Circeo faceva parte del Ducato Romano e per quasi tutto il corso della storia allo Stato della Chiesa.
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.), il territorio del Circeo attraversò un lungo periodo di trasformazione e progressivo spopolamento. La crisi delle strutture amministrative romane, l'abbandono delle opere di bonifica e il ritorno delle paludi nella pianura pontina resero il territorio sempre meno favorevole agli insediamenti stabili. Nei secoli V e VI il Circeo appartenne prima al regno ostrogoto e successivamente ai territori amministrati dall'Impero bizantino, pur rimanendo una zona periferica e scarsamente popolata.
Tra l'VIII e il IX secolo le coste del Lazio meridionale furono interessate dalle sempre più frequenti incursioni saracene. Le flotte musulmane, provenienti soprattutto dall'Africa settentrionale e dalla Sicilia, compivano rapide azioni di saccheggio lungo le coste tirreniche. Il promontorio del Circeo, isolato e con approdi naturali, risultava particolarmente esposto. Le tradizioni locali e alcune ricostruzioni storiche riferiscono che l'antico abitato di Circei subì in questo periodo devastazioni che contribuirono ulteriormente al suo declino.
Nel 877 il Circeo fu teatro di uno degli episodi militari medievali più importanti della sua storia. Papa Giovanni VIII, preoccupato dalle continue incursioni saracene e dalla scarsa collaborazione di alcuni principati dell'Italia meridionale, organizzò personalmente una flotta per affrontare i predoni. Lo scontro avvenne al largo di Capo Circeo e si concluse con una significativa vittoria cristiana. Le fonti riportano la cattura di diciotto navi nemiche e la liberazione di circa seicento prigionieri cristiani. Secondo la tradizione, alcuni superstiti saraceni riuscirono a raggiungere il promontorio e a nascondersi nelle sue grotte prima di essere successivamente catturati.
Nei secoli successivi l'antico centro romano lasciò progressivamente il posto a un insediamento medievale più difendibile situato in posizione elevata. Nelle fonti compare il nome di Rocca Circei (Rocca Circea), che identificava un nucleo fortificato sviluppatosi nell'area dell'attuale centro storico di San Felice Circeo. La scelta di posizioni sopraelevate era tipica dell'alto Medioevo: la necessità di difesa aveva ormai sostituito la precedente organizzazione romana delle pianure costiere.
Tra XII e XIII secolo il controllo della Rocca passò a importanti famiglie feudali e successivamente tornò sotto una più diretta influenza pontificia. Il Circeo iniziò lentamente a riacquistare un ruolo strategico nel controllo delle coste laziali, entrando nella storia medievale che avrebbe poi portato alla nascita del futuro centro di San Felice Circeo.