Marco Emilio Lepido

Marco Emilio Lepido
(Roma, 90 a.Cr. - San Felice Circeo 13 d.Cr.)
(Roma, 90 a.Cr. - San Felice Circeo 13 d.Cr.)
Nato da un'antica famiglia patrizia intorno al 90 a.C., fu un importante uomo politico della Roma Repubblicana e Pontefice Massimo.
Pretore nel 49 a.C., governatore della Spagna Citeriore (48-47 a.C.) e console nel 46 a.C. grazie all'appoggio di Caio Giulio Cesare, dal quale ottenne anche la seconda carica dello Stato, il Magister Equitum.
Alla morte di Cesare nel 44 a.C., Lepido si trovava a Roma con una legione, minacciando vendetta contro i Cesaricidi. Appoggiò e sostenne politicamente Marco Antonio, che gli conferì la più alta carica religiosa lasciata vacante dall'assassinio di Cesare, il pontificato massimo. Con l'arrivo a Roma di Ottaviano, erede di Cesare e futuro imperatore, Lepido si dichiarò garante tra i contendenti alla successione del defunto generale. Nell'accordo stretto a Bologna e passato alla storia come Secondo Triumvirato, alleanza stipulata tra Ottaviano Augusto, Marco Antonio e lo stesso Lepido, egli assunse il governo della parte occidentale dei territori soggetti a Roma e successivamente dell'Africa settentrionale.
Fu console per la seconda volta nel 42 a.C. Nel 40 a.C., con la pace di Brindisi, ottenne le province africane dalla divisione della Repubblica con gli altri triumviri.
Nell'ottobre del 42 a.C. si svolse la battaglia di Filippi che vedeva opposti gli eserciti del triumvirato alle forze di Bruto e Cassio, due dei principali cospiratori ed assassini di Cesare. La battaglia fu vinta dal Secondo Triumvirato, soprattutto per merito di Antonio. Ottaviano non era un grande uomo di guerra e rimase in disparte. Lepido rimase in Occidente per occuparsi della situazione in Italia. Bruto e Cassio furono costretti a uccidersi. Lepido ebbe allora, in compenso, il governo della Sicilia, ma, abbandonato dalle sue milizie che passarono a Ottaviano, perse anche la provincia d'Africa.
Lepido e il Circeo
La sua fortuna politica terminò nel 36 a.C., durante gli eventi successivi alla guerra contro Sesto Pompeo. Dopo aver tentato di rafforzare il proprio potere in Sicilia, fu progressivamente isolato da Ottaviano. Le sue stesse truppe lo abbandonarono e il futuro Augusto lo privò della carica di triumviro, lasciandogli tuttavia il titolo religioso di Pontifex Maximus (Pontefice Massimo). Lepido fu così costretto a ritirarsi dalla vita politica attiva.
Fu proprio in questo contesto che il Circeo entrò nella sua storia personale. Lepido si ritirò infatti a Circeii, in una sorta di esilio politico dorato, dove trascorse gli ultimi anni della propria vita. Le fonti riportano che rimase nel territorio fino alla morte, avvenuta nel 13 a.C. circa vent'anni dopo il suo arrivo.
La scelta del Circeo non appare casuale. Alla fine dell'età repubblicana il promontorio era uno dei luoghi di villeggiatura più apprezzati dalle élite romane. Il paesaggio univa mare, boschi, laghi costieri e una relativa tranquillità rispetto alla vita politica di Roma. Per molti aristocratici il Circeo rappresentava un luogo ideale per l'otium, il tempo dedicato alla riflessione, alla lettura e alla vita privata.
Secondo una tradizione locale consolidata, la residenza di Lepido sarebbe identificabile con la cosiddetta Villa dei Quattro Venti, situata poco al di sotto dell'attuale centro storico di San Felice Circeo, lungo la strada che conduce verso il porto. I resti dell'edificio mostrano grandi terrazze artificiali e strutture monumentali rivolte verso il mare. Tuttavia questa identificazione non è universalmente accettata. L'archeologo Giuseppe Lugli espresse dubbi sull'attribuzione, proponendo che la vera villa di Lepido sorgesse invece nei pressi del lago di Paola, nell'area successivamente occupata dalla futura villa imperiale di Domiziano. Secondo questa interpretazione, la Villa dei Quattro Venti potrebbe essere appartenuta a un ricco cittadino locale piuttosto che al triumviro.
Anche se molti aspetti rimangono incerti, la permanenza di Marco Emilio Lepido al Circeo costituisce uno dei collegamenti più importanti tra la storia del promontorio e le vicende che portarono alla fine della Repubblica romana e alla nascita dell'Impero. Con la sua caduta politica, il Circeo divenne il silenzioso scenario degli ultimi anni di uno degli uomini che, insieme a Ottaviano e Marco Antonio, aveva governato Roma.
Fonti:
- Wikipedia - Marco Emilio Lepido: https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Emilio_Lepido
- Enciclopedia Italiana - Marco Emilio Lepido: https://www.treccani.it/enciclopedia/marco-emilio-lepido/
- Appiano di Alessandria, Le guerre civili
- Enciclopedia Italiana - Marco Emilio Lepido: https://www.treccani.it/enciclopedia/marco-emilio-lepido/
- Appiano di Alessandria, Le guerre civili
| Periodo storico: EPOCA IMPERIALE - PARTE I | ||
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