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BREVE STORIA
Sorta nel terzo decennio
del secolo XVII. La torre si sarebbe chimata Torre Vittoria
dopo un combattimento vittorioso avvenuto nel 1808 contro una
fregata inglese. Ma anche prima si chiamava Torre Vittoria o
Santa Vittoria, a seguito, sembra, della Vittoria di Lepanto.
La torre subì ben 22 colpi da parte della nave inglese. La guarnigione
non soffrì perdite di vite umane, mentre una delle navi nemiche
colò a picco nella spiaggia di Caprolace.
anno
1691 - relazione di Giuseppe Miselli: "Gionto alla Torre
Vittoria del Sig. Duca Gaetano, vi ho trovato Giuseppe Ascolano
Torriero provisonato di scudi 15 il mese, con patente di S.S.ll.ma
et Andrea Giacomo Tortolani e Giuseppe Galisi suoi soldati.
Questa torre è l'ultima della Giurisdizione del S. Duca
Gaetano, situata nella pianura fuori del monte, nella spiaggia
di Terracina, lontano dall'acqua marina passi 63 incirca, et
un miglio dalla terra di S. Felicita, luogo di detta Ecc.za
posto nella falda del Monte Ciorcello dalla banda di terra,
nel quale il Sig. Duca sud. ha il Palazzo fatto ad uso di fortezza,
armato di proprie armi, e questo non soggiace alle visita...
(Archivio Caetani)".
anno 1720 - relazione del Capitano
Giuseppe Mattoli: "Nel caso deplorabile della Terra di
S.Felice seguito la mattina avanti giorno delli tre Maggio corrente,
io mi ritrovavo nella Torre Vittoria... intesi tre hore all'incirca
avanti giorno alcuni spari in detta Terra, il che da principio
fece passarmi per la mente si facessero per la Festa della SS.ma
Croce... viddi arrivare da dieci, o dodeci persone, che parea
andassero danzando, e spararono un archibugiata all'aria, passando
via sollecitamente; ed essendosi anche affacciato dalla parte
di terra il Comandante della Torre, fece alla predetta Gente
il chi va lì, ed essa gli rispose con due archibugiate,
oltre averli detto esser gente della Moletta, il che da me non
fu inteso; ma bensì riferitomi dal Comandante, qual mi
aggiunse che per certo erano Contrabandieri che, aspettando
qualche bastimento di Contrabbando, andavano longo la spiaggia
con quel rumore per farsi sentire; per il che salimmo immediatamente
alla Piazza d'Armi, e tirato un mortaletto, dopo di cui, disse
il Soldato che, data una guardata verso Olevola, gli pareva
vedere una barchetta approdata a quella spiaggia... dopo poco
spazio di tempo, vedemmo muovere detta barchetta, unitamente
con un altra, ed al principio credemmo potessero venire all'obbedienza,
perchè partendo della spiaggia più vicina ad Olevola
che alla Torre Vittoria, venivano inoltrandosi in mare verso
di noi... poichè li viddimo inoltrarsi sempre più
in mare... gli fu sparato, ma per buona sorte di chi v'era dentro,
la palla, che prima di giungere alla Lancia, diede nell'acqua,
di dove zompò la detta lancia senz'offenderla, e ciò
non fu da niun di noi potuto scorgere per la fumata che fece
il tiro... E più tardi sparò due, o tre mortaletti
la Torre della Terra di S.Felice in tempo che erano passate
giù per la spiaggia alcune povere donne della Terra...
da quali intendemmo che il prefato rumore erano stati Turchi,
che havevano fatto molti schiavi, che si conoscevano imbarcati
alla punta del Monte tra la Torre Vittoria et il Fico in un
certo ridossetto che anch'io mi portai a vederlo, e vi riconobbi
gran calpestio."
anno
1727 - lettera dal vice comandante di Torre Vittoria al Tesoriore
della R.Camaera Apostolica:"Partecipo V.S.Ill.ma come Domenica
li 4 del corrente verso le ore 22 diede fondo sotto di questa
giurisdizione per il vento contrario una Tartana a un albore
con bandiera francese e, venuta all'obbedienza, acconsentii
che giungesse al lido con la lancia. Il padrone di detta tartana
mi disse che... venivano da Tunisi (omissis) e riferirono che
li schiavi di San Felice stavano tutti bene, e stavano al Palazzo
del Bei, però tutti separati. Bortolo Morlani sta al
forno del medesimo e Felice Antonio Egidi alla fabrica a lavori
con la coffa; le femmine stanno la maggior parte in casa de
Ministri del suddetto Bei, il figlio maggiore del p.Cipollone
lo tiene il Capitano renegato della Nave che fece il sbarco.
Dice ancora questo Padrone che il Console di Francia s'affatica
grandemente per concludere il contratto del riscatto con quel
Bei, e che li abbia offerto cinquecento piastre per persona
e che i sudetto stii firte su le seicento, con avvertenza che
la piastra è di sei giuli e mezzo (Arch.Storico Roma)".
anno 1773 - a Torre Vittoria
vi erano "1 cannone da 6 con 30 palle e 70 casse di polvere
(Arch.Storico Roma)".
anno 1792 - guarnigione di presidio:
"Caporale Vincenzo Caroccia. Soldati: Crescenzo Zoina,
Luigi Caroccia, Domenico Innocenti, Francesco Antonio Galisi,
Francesco De Sanctis (Rollo dei capi e dei soldati del dipertimento
di S.Felice".
anno 1808 - Torre Vittoria sostenne
un combattimento con esito vittorioso contro una fregata inglese
che inseguiva una tartana livornese. Lo stato Pontificio a cui
apparteneva la torre era occupato dai francesi ed era in vigore
il blocco napoleonico. La nave livornese era venuta ad ancorarsi
presso la torre, ma gli inglesi le inviarono contro una lancia
di incursori. Il Comandate della Torre, un certo Mallozzi di
San Felice, aprì il fuoco contro di essa, colpendola
e facendola quasi affondare. Il comandante iglese allora si
allontanò e , giunto il alto mare, con un colpo di cannone
chiamò altre sette navi che incrociavano al largo di
Ponza. Le navi puntarono verso e inviarono molte lance contro
la tartana, iniziando, nello stesso tempo, un intenso connoneggiamento
contro la torre. Questa rispose al fuoco. Si combattè
per quasi 6 ore. La torre subi 22 colpi, le di cui orme si potevano
osservare nelle pareti fino qualche anno fa (G.Capponi).
anno
1839 - Alla destra della torre sorge il palazzetto fatto costruire
Stanislao Poniatowsky, dal cui balcone si affacciò Gregorio
XVI durante la sua visita al paese. Scrive il Principe Vittorio
Massimo nella sua relazione: "La passeggiata di sua santità
terminò quella mattina alla Torre Vittoria... dove la
Reverenda Camera possiede anche un piccolo palazzo, nel quale
sua santità entrò per riposarsi... Ivi era schierata
la truppa con la banda dei dragoni di Roma, e Sua Santità,
dopo aver compatito la benedizione a vari pescatori, che le
offrirono i frutti della loro pesca, rimontò con suo
seguito in carrozza per tornare a San Felice."
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a cura di C.Gallone
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