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396 a.Cr. Caduta della città etrusca di Veio
Veio era una delle più ricche e famose città dell'Etruria. Le fonti antiche insistevano nel sottolineare l'ampiezza e la ricchezza del suo territorio, collocato in posizione strategica lungo la riva occidentale del Tevere, a soli 20 km da Roma. La rivalità fra le due potenti città era antichissima, e va probabilmente collegata con i rispettivi tentativi di controllare le saline presso la foce del Tevere e, di conseguenza, il commercio del sale, prodotto vitale nell'economia delle società antiche. Scaramucce militari e attacchi di frontiera dovettero essere, fin da epoche assai antiche, all'ordine del giorno, tanto è vero che la prima guerra contro i veienti viene fatta risalire al principato di Romolo. L'ultimo capitolo della saga tra Roma e Veio viene tramandato dalle fonti con grande dovizia di particolari e un tono altamente epico. Non tutti i dati della tradizione sembrano degni di fede; tuttavia, sfrondando il racconto dei particolari sospetti, ne traspare chiaramente il sostrato storico. Nel 406 a.C., immediatamente dopo lo scadere della pace ventennale stipulata con Veio, le ostilità tra le due città si rinnovarono. I romani, che avevano ripreso vigore dopo le vittoriose campagne contro i volsci, erano seriamente intenzionati a liberarsi, una volta per tutte, di quella spina nel fianco. Per la prima volta, invece di attendere le iniziative nemiche e limitarsi a respingere i loro attacchi, portarono un esercito sin sotto le mura di Veio e vi posero assedio. La conquista della città non fu un'operazione semplice perché gli assedianti mostrarono fin dalle prime battute una tenace resistenza, trasformando le operazioni in una lunga ed estenuante guerra di posizione. Nonostante le ripetute richieste di aiuto, nessuna delle città etrusche ando' in soccorso della città assediata, sia per mancanza di un sentimento di coesione nazionale, sia perché non si era ancora pienamente compreso il pericolo della formazione della potenza di Roma. Solo i capenati e i falisci, popolazioni di stirpe latina ma legate agli etruschi sul piano politico, temendo che la disfatta di Veio avrebbe travolto anche loro, inviarono due eserciti a difesa della città. Più volte i veienti tentarono di rompere l'assedio con l'aiuto degli alleati, ma altrettante volte i romani riuscirono a respingere le sortite nemiche e a mantenere intatte le proprie postazioni. Questa guerra di logoramento era destinata a prolungarsi per un tempo infinito e se i romani non avessero conquistato Veio in tempi brevi, l'arrivo dei galli a Roma avrebbe potuto capovolgere le sorti della guerra, a favore di Veio. Nel 396 a.C., la libertà di Veio fini' per sempre, ma la città non scomparve del tutto, come invece pretendono le fonti romane.
(rev.1 17/04/05) |
