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Polibio
(Megalopoli 200 ca. a.C. - 120
ca. a.C.)
Storico greco. Fu uno dei mille nobili
achei che, dopo la conquista della Macedonia nel 168 a.C., vennero
mandati a Roma come ostaggi. Nei diciassette anni che trascorse
a Roma, frequentò l'élite politica e intellettuale e divenne
amico di Scipione Emiliano. L'antica antipatia contro Roma si
trasformò allora in ammirazione per il popolo che in breve tempo
era divenuto padrone del mondo, e Polibio volle indagare le
ragioni di una così rapida fortuna. Nel 151 a.C. venne offerto
agli esuli achei di tornare in patria. Polibio tuttavia rifiutò
e seguì Scipione nella campagna in Africa, dove assistette al
sacco di Cartagine del 146 a.C. (vedi Guerre puniche). Quando
scoppiò la guerra acaica, Polibio si recò in Grecia dove si
avvalse della sua influenza presso i romani per ottenere condizioni
favorevoli per le città greche sconfitte. L'ultima parte della
sua vita fu dedicata alla composizione delle Storie, opera in
quaranta libri che narra gli eventi dal 220 (inizio della seconda
guerra punica) al 146 a.C. (caduta di Corinto). Ci sono giunti
completi solo i primi cinque libri, degli altri abbiamo solo
frammenti ed estratti. Per Polibio lo scopo della storia è principalmente
didattico: deve educare l'uomo politico e insegnare ai lettori
ad affrontare le calamità. Egli vuole scrivere una storia "universale",
poiché ormai la storia del mondo si identifica con quella di
Roma, e "prammatica", cioè fondata sull'analisi degli eventi
politici e delle loro cause. Consultò, oltre alle opere degli
storici precedenti, anche l'archivio della Lega achea e fonti
ufficiali romane, ma la base principale della sua documentazione
furono i testimoni oculari. La sua celebre analisi della costituzione
mista, che contemperando monarchia, democrazia e aristocrazia
si sottrae a mutamenti e degenerazioni, presenta molti punti
deboli, ma esercitò un influsso notevole sul pensiero politico
da Cicerone fino a Montesquieu e ai padri della costituzione
americana. La lingua di Polibio è quella inelegante delle cancellerie
ellenistiche, ma la sua narrazione è lucida e precisa, e la
perdita di tanta parte dell'opera è una gravissima lacuna per
la ricostruzione di un periodo cruciale della storia romana.
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Demetrio I Sotere
(di Siria)
(187 ca. - 150 a.C.)
Re di Siria (162-150 a.C.),
figlio di Seleuco IV Filopatore. Tenuto come ostaggio a Roma
durante il regno del padre e dello zio, Antioco IV Epifane,
nel 163 a.C. riuscì a fuggire, depose e fece uccidere il cugino,
Antioco V Eupatore, che era salito al trono di Siria in seguito
alla morte del padre, Antioco IV. Il regno di Demetrio I fu
contrassegnato dalla guerra contro gli ebrei, contro la Cappadocia
e contro i medi. Fu chiamato Sotere (in greco Salvatore) dopo
che ebbe liberato i babilonesi dal satrapo della Media, Timarco.
Morì ucciso in battaglia combattendo contro l'usurpatore Alessandro
Balas, un giovane di Smirne (Turchia) che pretendeva di essere
figlio di Antioco IV Epifane ed era sostenuto da Roma e dai
paesi confinanti con la Siria.

Demetrio I Sotere
vedere La Bibbia: 2Maccabei
14:1-13 1
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