Il triumviro Marco Emilio Lepido esiliato al Circeo

Marco Emilio LepidoLa politica espansionistica di Roma continuava, Antonio ebbe il governo delle regioni a est dell’Adriatico, Ottaviano di quelle a ovest; il governo delle province d’Africa fu affidato a Lepido. Ottaviano dovette lottare a lungo per liberare le isole di Sicilia, di Sardegna e di Corsica dalla flotta di Sesto, superstite figlio di Pompeo, che dominava il Tirreno. Alla fine riuscě a trionfare grazie all’aiuto di Lepido.

Questi ebbe allora, in compenso, il governo della Sicilia, ma, abbandonato dalle sue milizie che passarono a Ottaviano, perdette anche la provincia d’Africa. Ormai la figura scialba di Lepido era del tutto eliminata dal quadro della lotta politica e di conseguenza fu dalla stesso Ottaviano rilegato in esilio al Circeo, conservando la sola carica di Pontefice Massimo.

XVI. ... Post Pompei fugam collegarum alterum M. Lepidum, quem ex Africa in auxilium euocarat, superbintem uiginti legionum fiducia summasque sibi partes terrore et minis uindicantem spoliauit exercitu supplicemque concessa uita Cerceios in perpetuum relegauit. (Svetonio)

Villa dei quattro ventiL’ex triumviro rimase al Circeo fino alla morte (13 a.C.), si ritiene che la sua dimora sia da identificarsi nella cosiddetta “villa dei Quattro Venti”, poco al di sotto del centro storico lungo la strada che conduce al porto. Dissente da questa teoria, invece, il Lugli, che ritiene l’ubicazione della villa di Lepido lungo le sponde del lago di Paola, dove successivamente sorse la “villa di Domiziano” mentre attribuisce ad un ricco Circeiense la villa dei quattro venti.


Il secondo triumvirato e il trionfo di Ottaviano

Dopo la morte di Cesare, gli aristocratici credettero di poter riprendere in mano il potere, ma si ingannarono. Il popolo in tumulto costrinse i congiurati a fuggire e applaudi' i seguaci del dittatore ucciso, che si unirono in un nuovo patto a tre - il II triumvirato - per mantenere il comando: Antonio, amico fidato e collaboratore di Cesare; Lepido, capo della cavalleria; Ottaviano, un giovane diciannovenne, figlio adottivo e pronipote di Cesare.
I triumviri mandarono i loro eserciti contro i congiurati e nuovamente la guerra civile divampo', vendette e persecuzioni si scatenarono; periva tra gli altri anche Cicerone, l'illustre oratore e scrittore, fatto uccidere da Antonio, di cui era nemico personale ed avversario politico. Bruto e Cassio furono raggiunti dai soldati di Antonio in Macedonia, e sconfitti nella battaglia di Filippi (42 a.Cr.), dove trovarono la morte.

 

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Ottenuta la vittoria, i triumviri si divisero il potere. Ma ben presto sorsero fra di loro dei contrasti che, ritiratosi Lepido, culminarono in una guerra fra Ottaviano e Antonio, guerra che termino' con la battaglia navale di Azio (31 a.Cr.), presso la costa greca, nella quale le forze di Ottaviano vinsero Antonio e la regina d'Egitto, Cleopatra, sua alleata. In conseguenza di tale vittoria, anche l'Egitto divento' una provincia romana.
Il trionfo di Ottaviano e la battaglia di Azio segnarono per Roma la fine delle lotte civili.
Divenuto capo dello Stato con i piu' ampi poteri, Ottaviano riprese il programma politico di Cesare e avvio' una vasta opera di pacificazione e di riordinamento del mondo romano, opera dalla quale sarebbe nato lo Stato imperiale.

(rev.4 26/08/02)