La via dell'Ossidiana

Il Circeo è un monte di pietra calcarea differentemente delle Isole Pontine di origine per lo più vulcanica (Ponza, Ventotene, Zannone, S. Stefano e Palmarola) le quali sono situate a poche miglia di distanza dal promontorio nel prospiciente mare.

Attualmente l'Isola di Ponza dista circa 15 miglia dal continente, ma 50.000 anni fa', a causa del più basso livello delle acque del mare ne distava circa 5. Ponza fu certamente frequentata già dai nostri progenitori, ma questi sicuramente nell'epoca preistorica visitavano l'isola di Palmarola che anche se più piccola era caratterizzata da giacimenti superficili di ossidiana.

L'ossidiana è un vetro vulcanico compatto, per lo più di colore nero, bruno scuro e qualche volta rosso che, lavorato, produce schegge e sottili lamelle molto taglienti.I popoli primitivi, grazie alla caratteristica di questo materiale lo utilizzavano come elemento primario per ricavarne affilati coltelli, punte di freccia, lame, etc.

Per raggiungere l'Isola di Palmarola si potrebbe pensare già ad una affinata tecnica di navigazione degli abitanti di allora stanziati in terra ferma, ma come precedentemente detto, la breve distanza che intercorreva tra le due sponde sicuramente aiutò i più coraggiosi, da prima su tronchi spinti da rudimentali pagaie, poi con vere e proprie piroghe.

Un sito utilizzato per la sola lavorazione dell'ossidiana di Palmarola è presente in località Mezzomonte nel comune di San Felice Circeo, quì, alcuni anni fa un componente di una famiglia locale di agricoltori trovò una gran quantità di reperti preistorici di pregevole fattura che ora si possono ammirare nel locale museo del Circeo dedicato all'uomo sapiens.

Da un'opuscolo di tale museo traiamo notizia che l'ossidiana di Palmarola è stata rinvenuta, oltre che in molte località Laziali rivierasche del Mar Tirreno anche in Abruzzo e in Puglia, distribuita lungo un percorso quasi circolare che passando a sud per la Regione Campania rientrando nel Lazio ove è il Circeo.

Più in generale, dall'esame dei siti dove avveniva l'estrazione o la lavorazione, nonché il commercio dell'ossidiana appare evidente che tale bene attivò quella spinta al commercio e allo scambio tra le genti già ben 3.000 anni ancor prima che queste sviluppassero la scrittura.

Coincidenza non casuale sarà quella che le grandi vie di comunicazione, che più tardi le civiltà del mondo classico costruiranno, si svilupparono proprio sulla traccia degli antichi sentieri dell'ossidiana.

Annotazioni:

- Oggi giorno l'uomo usa i metalli, mentre nella preistoria usava la pietra ecco così che nascono le definizioni "età della pietra" ed "Età dei metalli". L'età della pietra è divisa in "Età della pietra antica" detta Paleolitico ed "Età della pietra recente" detto Neolitico.

- Nel Paleolitico i manufatti-utensili si ottenevano soltanto attraverso la scheggiatura di pitre dure, quindi operando una qualunque azione meccanica di sbattimento tra pietre, ma l'aspetto più interessante è che gli strumenti paleolitici si trovano insieme a resti di animali estinti. Questi resti Paleolitici risalgono all'ultima Era Geologica, il Pleistocene, detto anche Quaternario.