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Perché proprio qui si fermeranno i nostri progenitori? All'inizio della Grande Glaciazione l'attuale Nord Italia era caratterizzato da un clima dove prevaleva da prima una temperatura mite-umida per poi divenire simile all'attuale delle savane Africane, infine tenderà al freddo rigido. In tale escursus di temperature, allargandosi l'estensione dei ghiacci della calotta artica, venne a diminuire la temperatura nel nord Italia e gli animali pian piano si spostarono sempre più a sud. Con le grandi mandrie di erbivori si trasferirono anche gli ominidi che le cacciavano. Sembra sempre più avvalorata la tesi che un grande fiume attraversava la grande pianura tra Nettuno e il Circeo. Forse le cose andarono così!. Un gruppo di individui, dapprima forse poche decine, aveva costruito lungo le sponde del fiume un accampamento e nel periodo della grande siccità era passato sulla riva sud, approfittando dei luoghi dove guadavano le mandrie di erbivori. Era la ricerca di territori migliori di caccia che li spingeva a rischiare e fu così che ricostruirono il loro accampamento nel nuovo territorio e, per rendere calpestabile l'area abitativa, aveva bonificato parte della sponda del fiume con pietrame e grandi ossa, resti della caccia della caccia ai mammiferi che avevano trovato numerosi nella nuova zona. Il paesaggio era molto diverso da quello attuale con una vegetazione aperta, a steppa-prateria erborata, che riusciva a dare nutrimento a numerosi pachidermi. La lunga stagione arida, che favoriva lo sviluppo di una vegetazione aperta, era seguita da una breve stagione umida nella quale le acque del fiume crescevano intorbidendosi, inondando così le zone limitrofe e ricoprendole di limo.
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