Dalla nascita della terra all'emersione dell'Italia

La storia! A sentir questa parola la mente vola a quei banchi di scuola dove s'insegnano le nozioni su antiche popolazioni e di come hanno posto le basi di quella civiltà che abbiamo oggi. Questo vocabolo assume un diverso significato se ci si libera dal comune concetto che rappresenta nella cultura di molti. Infatti, nello studio degli avvenimenti, lo spazio/tempo non è dovutamente valutato! Basta pensare che la terra, al momento, è considerata vecchia di quasi cinque miliardi di anni e l'Italia 250 milioni d'anni fa non esisteva ancora.

Quindi quello che è avvenuto negli ultimi 5.000 anni è un piccolo arco temporale rispetto all'età del nostro pianeta. la storia è un insieme di avvenimenti che sono strettamente connessi alle peculiarità del territorio in cui questi avvengono e quindi il capire il clima, l'orografia, la posizione strategica, meglio ancora la topografia di un luogo aiuta a investigare a ritroso nel tempo ed a immedesimarsi nello specifico contesto temporale.

Iniziare questo articolo, partendo da mezzo miliardo di anni fa, quando esisteva un unico continente detto PANGEA oppure andare a ritroso di 60 milioni di anni quando si costituì la catena montuosa delle Alpi, può apparire non connesso con il Circeo, ma invece introduce il concetto basilare, da non sottovalutare, che noi viviamo su un mondo estremamente dinamico dove la superficie terrestre è continuamente in movimento e per tale motivo anche il clima ne viene influenzato con conseguenze nelle scelte: del territorio, alimentari e politiche dell'uomo. L'Italia nascerà con il movimento delle terre emerse che con il loro lento scontrarsi genereranno in milioni di anni le catene montuose della penisola e le terre emerse.

Circa 30 milioni di anni fa nasce la catena montuosa degli Appennini e fuoriescono la maggior parte dei vulcani Italiani, di questi con influenza diretta sull'attuale Pianura Pontina, (area pianeggiante in cui si trova inserito il territorio del Circeo) sono quelli dei Colli Albani. Si giunge all'avvento dell'ultima grande glaciazione, siamo nel Quaternario. Così il Mar Mediterraneo si ritirò scoprendo larghi tratti di costa tanto da creare una vasta pianura in leggera pendenza verso il mare, questo avveniva tra 100.000 e 20.000 anni fa mentre i vulcani di Albano, Nemi ed Ariccia erano in eruzione.

Il paesaggio sito a settentrione del Circeo era caratterizzato da colline e più in là da catene montuose che piegandosi a meridione chiudono la grande area Pontina con i Monti Ausoni.

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Mentre polveri, lapilli ed altri sedimenti plasmavano le zone intorno a Roma, ove oggi si estrae la pozzolana, il tufo ed il basalto nero, grandi sbalzi climatici che si avvicendano a distanza di poche migliaia di anni creano nella zona del basso Lazio quell'ambiente atto ad essere occupato dai primi gruppi di ominidi.

L'Uomo Sapiens arriva nelle zone del Circeo forse in concomitanza con l'uomo di Neandertal. Dell'uomo di Neandertal dopo le ricerche straordinarie eseguite da Alberto Carlo Blanc si è giunti ad un maggior conoscenza dell'argomento solo in quest'ultimo decennio. Grazie a studi sistematici svolti in accordo e concorso con gli organi preposti Italiani e all'opera di ricerca svolta sul posto da numerosi scienziati stranieri finanche della ex Unione Sovietica. Un pensiero di gratitudine va al recentemente scomparso Dottor Zei Marcello che ha impiantato il museo dell'Uomo Sapiens nel Comune di San Felice Circeo.

Inoltre si segnala, per la sua bellezza di immagini fotografiche e di ricostruzioni, lo specifico volume stampato dall'Istituto Poligrafico dello Stato Italiano in versione bilingue Italiano-Inglese che ben si presta a chi più vuole saperne grazie alla sua ricchezza di particolari e di analisi.