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I cacciatori neandertaliani Non si hanno molte testimonianze della frequentazione del territorio Pontino, della Catena Volsca e del Monte Circeo, da parte di popolazioni umane pre-neandertaliane; solo recentemente sono stati messi in luce giacimenti attribuiti al Paleolitico inferiore nella zona di Campoverde, presso le Ferriere e al Quarto delle Cinfonare (LT). Questa vasta regione è, invece, regno dell'uomo di Neandertal che compare, come il altri territori italiani ed europei, con la glaciazione würmiana circa 80.000 anni orsono. La pianura, solcata da numerosi corsi d'acqua, comprendeva ambienti palustri che mutarono in relazione al clima in foreste con Pino e Betulla, praterie e steppe. Questo habitat ha rappresentato una inesauribile "riserva di caccia per le genti musteriane (termine che indica, sotto il profilo culturale, gli uomini di Neandertal). La presenza di fauna varia e copiosa è testimoniata da numerosi resti fossili di elefante, rinoceronte, bue uro, cavallo, daino, cervo, lupo, iena. Il ritrovamento di una grande quantità di manufatti, rivela per la loro particolare tipologia, i luoghi ove esistevano "atelier" o "work camps" (officine litiche), oppure "killing sites" (luoghi di macellazione o deprezzamento della selvaggina) e luoghi di insediamento stabile. Ma è nelle grotte costiere che compaiono le più suggestive ed interessanti testimonianze delle attività dell'uomo di Neandertal. |
