|
La prova del "Carbonio 14"
Ma, a fronte di valutazioni così discordanti, esiste qualche possibilità obiettiva di arrivare ad una datazione delle mura della misteriosa acropoli del Circeo, visto che, com'è noto, il rilevamento mediante il cosiddetto metodo del "Carbonio 14" è effettuabile solo sui residui organici e non certo sulla pura pietra? Sì, perlomeno a giudizio di Sebastiano Gallone, tra i collaboratori di questo sito internet che prima abbiamo citato, il quale ci ha accompagnato nella lunga escursione in uno dei luoghi in cui, come si dice, con frase fatta ma mai come in questo caso tanto calzante, ogni risposta tende con estrema facilità a trasformarsi in un'altra domanda. Sebastiano Gallone, nato a Como ma che da oltre ventitré anni vive a San Felice Circeo, infatti nelle sue numerose attente visite ha maturato a riguardo una precisa convinzione che senza esitazione c'illustra: "In alcuni tratti delle mura, in particolare nello strato più interno della parte oggetto di un contestato tentativo di restauro alla fine degli anni Ottanta, potrebbero essere ancora individuati frammenti di sostanze databili, come ad esempio fossili o resti vegetali, in alcuni casi, perlomeno in apparenza, presenti anche all'esterno delle mura. "Certo, non ci troveremmo davanti ad una prova definitiva, ma in ogni caso una datazione così ottenuta potrebbe costituire una solida base per una valutazione oggettiva della reale età del complesso monumentale. "Se, ad esempio, attraverso tale rilevamento si determinasse che un residuo vegetale sia databile intorno al 1.000 avanti Cristo, cadrebbe l'ipotesi, pur attualmente accreditata come la più probabile, che le mura megalitiche del Circeo siano state realizzate in tempi successivi, approssimativamente durante le guerre tra la Repubblica Romana e le altre popolazioni latine. "Supposizione che comunque pare smentita dall'evidenza dei fatti, visto che chiunque conosca almeno in minima parte le costruzioni romane si rende subito conto che nella posa delle pietre non vi è alcuna caratteristica che ne richiami l'architettura. "Ma poi, chiunque sia stato, dove ha preso quei macigni enormi, visto che intorno al Circeo, e dove per 'intorno' intendo chilometri e chilometri, non vi sono zone di scavo o cave di quel tipo visibili? "Potrebbe esserci la possibilità che il materiale utilizzato per l'edificazione di buona parte delle mura megalitiche esistenti anche in centri vicini, come Norma e Alatri, possa avere un'origine comune, ma non ancora individuata.. "Un'ipotesi, fra l'altro, facilmente verificabile, su cui sarebbe il caso di indagare con delle mirate analisi"
|