|
Il Grande Lago Tritonide era in Italia? Evelino Leonardi in questa parte del suo libro "L'Origine dell'Uomo", nella costante individuazione di elementi che confermino l'audace tesi che sostiene, si richiama, perlomeno in parte, a tutti coloro che nel tempo, in particolare fra il Settecento e i primi decenni del Novecento, hanno ipotizzato che, in un passato più o meno remoto, parte dell'attuale superficie del deserto del Sahara nell'Africa settentrionale, in particolare nell'entroterra fra Tunisia e Libia, fosse occupato da una sorta di mare interno (ricordate? Se n'è parlato molto qui su "Mystero", in particolare nel numero dello scorso luglio) denominato il "Grande Lago Tritonide". Un bacino che, in seguito a un violento cataclisma (forse un terremoto di immani proporzioni?) avrebbe rovesciato enormi quantità d'acqua in mare aperto con l'effetto di far aumentare considerevolmente, in breve tempo, il livello dell'Atlantico o, secondo altri autori, del Mediterraneo, modificando comunque in entrambi i casi in modo alquanto profondo l'assetto delle coste.
Un'area neritica sub-litoranea a zoccolo peninsulare, a pendenza uniforme verso il mare, fino alla quota di 600 metri; una zona istmica che collega il Circeo all'Arcipelago Pontino; e di questa fa parte anche un rilievo sottomarino situato a destra sud est dell'isola di Ponza; un largo zoccolo nel cui centro emergono le isole di Ventotene e S. Stefano; uno stretto istmo subacqueo che, attraverso Procida, unisce Ischia a Capo Miseno; le isole Pontine che rappresentano residui di più estese terre oggi ritornate nel dominio del mare aperto. |