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Maremoti e serpenti di mare Proprio localizzando l'antichissimo quasi mitico sito di Amucle presso Sperlonga, Evelino Leonardi riteneva di avere trovato una prima, importante conferma alle sue tesi. Localizzazione che il ricercatore romano così argomenta in quel suo oggi rarissimo ma sempre molto valido libro: "Ora, dell'antica città di Amukla italica situata sulla costa Campana fra Terracina e Gaeta nelle maremme di Fondi, Marziale aveva cantato il famoso vino 'Coekuba fundanis generosa cocuntur amyklis' e Plinio ci dice che ai suoi tempi esisteva solo un 'sinus amyclanus' per i grandi cambiamenti avvenuti in questa terra. "Ma oltre a ciò, qui da noi e non in Grecia è restata la tradizione dei serpenti marini. "Qui in Italia e non in Grecia è restato il gruppo marmoreo di Laokoonte che fu trovato nel Lazio; tanto che quello del Vaticano sia una copia, come alcuni affermano, quanto che il vero sia sorto la basilica di S. Pudenziana come afferma il Maes, alla cui monografia può attingere il lettore più precisi particolari. "Dov'è ora la basilica di S. Pudenziana erano la casa e le terme del senatore Pudente. "Basti pensare che questa grande e ricca famiglia romana aveva delle proprietà nell'Agro Pontino, per spiegarci chiaramente come il gruppo di Laokoonte fosse trovato proprio dove è restata la tradizione raccolta da un grande artista italico e tradotta nel meraviglioso marmo che è pervenuto a noi... "Servio limita anche meglio il sito di Amucle scrivendo 'Inter Kaietam et Terracina oppidum constitutum est a Lakonihus'. "Strabone fa derivare il nome di Kaieta apò ton keton, cioè dai cetacei, dai mostri marini o serpenti di mare che distrussero Amucle. "La tradizione si è mantenuta vivissima attraverso i secoli, ma nessuno si è mai marmi. sognato di attribuirle a una località della Grecia. "E' assai probabile che le popolazioni superstiti del continente sprofondato, emigrate altrove, abbiano portato con sé i nomi della terra madre per ridarli a quelli della nuova patria nomi di monti, di fiumi, di abitanti, di Dèi e di miti, creando doppioni che hanno fatto poi scambiare per originali quelle che erano soltanto copie." Stabilito come il rito di Laokoonte si svolgesse presso Amucle, oggi Sperlonga, e come questa località dovesse essere "uno dei primi centri del culto solare", Leonardi si chiede come possa essere interpretata l'invasione di serpenti di mare descritta appunto in quell'antichissimo mito. Alla lettera? E in che modo dei serpenti giganteschi, o qualsiasi altro genere di mostri marini, avrebbero potuto distruggere in pochi istanti un'intera città? La possibile risposta è un'altra e, forse, non meno sorprendente. L'antichissima città di Amucle sarebbe stata distrutta in realtà dalle terribili ondate di un maremoto che avrebbe devastato il litorale, le cui onde titaniche e sinuose, con il passare dei millenni, sarebbero diventate, nella metafora del mito, dei giganteschi serpenti di mare. |