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Una grande civiltà perduta? Ci sarebbe poi un'altra possibilità, aggiungiamo noi. Che all'interno della cinta di mura non ci siano mai state strutture abitative. Una circostanza che renderebbe difficilmente verosimile la tesi della struttura difensiva, presupposto fra l'altro di quanto scrive il Lugli. Ma allora quale sarebbe potuta essere la sua funzione? Un'ipotesi, tutta da verificare, chiarisce però immediatamente la situazione. E' quella di Mario Tocci, un geometra appassionato di Statica abbinata alla Tecnologia delle Costruzioni e di Archeologia che così argomenta la sua opinione: "Se, come pare, molti dei complessi di mura megalitiche sono costituiti, circa, alla stessa quota di livello, una possibile spiegazione, stando all'attuale stato delle conoscenze storiche ai limiti dell'incredibile, è che fossero stati edificati in quel modo in quanto, in base a precisi calcoli, ritenuti non raggiungibili da altre possibili onde anomale come quelle che potrebbero aver devastato, in un'epoca imprecisata, la costa e l'immediato entroterra a causa di sconvolgimenti climatici o sismici presumibilmente durati a lungo. "Ciò non vuol dire necessariamente, comunque, è bene precisano, che tali strutture non possono essere relativamente recenti, anche se mi sento di affermarlo con convinzione, sicuramente non sono manufatti realizzati nell'epoca indicata dal Lugli, ma precedenti e attribuibili forse ai Volsci o a loro immediati precursori "In un certo senso, quindi, le due cerchie dell'acropoli (centro storico-arx) erano, sì, una struttura di difesa, ma più che dagli uomini dalle forze della natura." Ma dove sarebbero finiti i superstiti di una cultura che aveva trovato "il modo di unire i grandi massi, dopo aver ottenuto la perfetta levigatezza della pietra"?
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