Le costellazioni del Lazio

di Gianluigi Proia e Luigi Cozzi
da Mystero n.33 di febbraio 2003
Mondo Ignoto SrL

A questo punto rivolgiamo una nuova domanda a Copiz: quali costellazioni, secondo le sue constatazioni, sarebbero riprodotte nell'area geografica oggetto della sua analisi, ovvero nel Basso Lazio. E poi gli domandiamo pure se, a suo parere, per avere degli 'allineamenti' con un grado così ridotto di approssimazione o di errore non sarebbe, forse, stata necessaria una visione aerea globale del territorio?

In altre parole, quegli sconosciuti ma civili popoli antichi non sarebbero stati forse in grado di… volare? Ed ecco quello che ci ha risposto Giorgio Copiz: "Innanzitutto, secondo le mie scoperte le acropoli di queste arcaiche città del Lazio sono ubicate secondo schemi che riproducono alcune costellazioni stellari che si richiamano al mito di Ercole (un nome che in celtico significa 'cerchio di pietre': singolare combinazione, no?)." Poi Copiz ci ha rivelato: "Le costellazioni terrestri da me rilevate trovano nei centri di Segni, Norba, Alatri e Trevi nel Lazio, Ferentino, Veroli, Civita d'Antino, Angizia, Sora, Bovile, Ernica, Rocca d'Arce, Arpino, Montecassino, Castro dei Volsci, Fondi, Terracina, Formia, Gaeta, Roccamonfina, San Felice Circeo e Sezze una perfetta corrispondenza con le costellazioni di Leo Minor, Leo Maior, Gemini, Aquila, Hydra, Ercole e Ursa Maior.

La costellazione dell'Orsa Maggiore
Queste citta' del Basso Lazio sono state fondate in luoghi che, uniti, riproducono sul suolo la posizione delle stelle che compongono la costellazione dell'Orsa

"L'area geografica nella quale si trovano all'ottanta per cento, se non di più, testimonianze della cosiddetta 'architettura ciclopica' è quella che da Palestrina e Artena giunge, grosso modo, fino a Isernia e Teano, e che dalla costa tirrenica laziale arriva in Abruzzo fino alla piana del Fucino e al Sangro, all'alto Volturno e al nord della Campania. Questo è proprio il territorio che fu chiamato da Virgilio 'Saturnia Tellus', ovvero la Terra di Saturno. "Esisteva infatti un'antichissima tradizione, che era già quasi una leggenda al tempo dei Romani, secondo la quale tutte quelle località laziali contraddistinte dai resti di mura poligonali erano state fondate in epoca remotissima da Saturno ,o dai suoi congiunti e discendenti.

La costellazione del Leone
La costellazione del "Leo Maior" come appare riprodotta sul territorio del Lazio meridionale

"Il dibattito su chi abbia eretto effettivamente quegli enormi, megalitici bastioni difensivi, e in quale epoca lo abbia fatto, è stato estremamente vivace tra gli studiosi italiani d'archeologia tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, e seppur con molta minore intensità continua ancora oggi. "Gli scrittori e i dotti antichi, i greci e i latini, indicavano nei Pelasgi gli autori di queste opere titaniche, una tesi che però oggi viene confutata dalla critica storica più recente. "Chi fossero realmente questi Pelasgi e da dove venissero, comunque sino a oggi nessuno è riuscito a stabilirlo con esattezza. E' un grosso mystero. "Ma, a prescindere da chi abbia innalzato effettivamente le fortezze ciclopiche nel Basso Lazio e nelle aree circonvicine, la mia ricerca non può che tener conto di tutte le località che conservano tali testimonianze.

"In ogni caso, circa l'altra domanda che mi ha fatto, ecco io non credo che quegli ignoti popoli antichi possedessero macchine volanti. . . no, non credo infatti che fosse indispensabile una visione aerea per mettere in opera tale progetto di pianificazione città/stelle, anche se effettivamente, per la vastità dell'area interessata, quello appare come un compito che ancora oggi sarebbe decisamente impegnativo per chiunque. "L'ipotesi per cui propendo è che invece le rocche del Basso Lazio siano state costruite, per così dire, a vista, considerando che per la conformazione geografica del territorio da ogni colle si potevano vedere le altre."

La costellazione dei Gemelli com'e' riprodotta dalle citta' sparse sul territorio del Lazio