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Dodicimila annia fa, una cometa...? di Gianluigi
Proia e Luigi Cozzi Stabilire esattamente quando questo possa essere avvenuto, naturalmente, oggi e' estremamente difficile. Per esempio, sempre nel recente e ottimo libro "Atlantide, una controversia scientifica da Colombo a Darwin", nel capitolo "L'Atlantide vista dall'Italia" il ricercatore universitario Marco Ciardi fa capire che cio' e' successo con notevole probabilità in epoche che possono aver preceduto o al massimo seguito di poco il momento del Diluvio Universale. Scrive infatti: "Secondo la cronologia ufficiale, il diluvio (di Ogige) si era verificato intorno al 1800 a.C., datazione alla quale si era attenuto anche Buffon. In realtà, un attento esame delle fonti storiche sembrava ricondurre quell'avvenimento a un'epoca ben anteriore. Sembrava probabile, infatti, che il diluvio greco di Ogige fosse avvenuto ai tempi di 'Foroneo, figliuolo d'Inaco primo', ovvero 'circa 4000 anni prima della nostra era volgare'. In questo caso tale evento sarebbe coinciso con l'eta' di Ercole egizio, successore di Atlante, al quale gli antichi avevano attribuito l'apertura dello Stretto di Gibilterra. La distinzione fra 'Ercole egizio e quello greco, gia' stabilita da Erodoto, risultava determinante nel ragionamento di Carli; essa si fondava, in particolare, sulla testimonianza di Diodoro Siculo: Ad esempio era nativo dell'Egitto anche Eracle, eroe fortissimo, che visito' larga parte del mondo abitato e innalzo' le sue colonne ai confini della Libia; e conferma di questa cercano di ricavare gli stessi Greci. Dicono infatti che, essendo opinione generale che Eracle abbia combattuto al fianco degli dei olimpici la guerra contro i Giganti, non si accordi assolutamente con la storia della Terra l'ipotesi che essa abbia generato i Giganti nell'eta' in cui secondo i Greci Eracle sarebbe venuto al mondo, vale a dire una generazione prima della guerra di Troia; piuttosto, sostengono gli Egiziani, la nascita dei Giganti deve essere avvenuta ai tempi della prima comparsa del genere umano; e da allora essi calcolano che siano trascorsi piu' di diecimila anni, mentre dalla guerra di Troia sono passati meno di milleduecento anni. "Carli aveva gia' specificato come queste cifre non andassero seguite alla lettera. In realta', per calcolare il periodo esatto che separava la nascita dell'Ercole egizio da quello greco risultava necessario calcolare 'gli anni di mesi quattro l'una, il che avrebbe prodotto il risultato di 'anni 3.333'.Infatti, come riferiva Diodoro, per gli Egizi un anno era composto da quattro mesi in cui si dividevano le singole stagioni dell'anno solare. Dal momento che le imprese dell'Ercole greco andavano collocate intorno al 1360 a.C., l'Ercole egizio doveva essere vissuto all'incirca 4690 anni prima di Cristo. Ma quale causa aveva scatenato il diluvio di Ogige? Numerose tradizioni, prima fra tutte quelle provenienti dall'Egitto riportate da Diodoro, facevano pensare alla possibilita' che in un passato abbastanza remoto si fosse verificata una catastrofe generata da una cometa: Questo è il racconto: Osiride, che regnava sull’Egitto in modo legittimo, fu ucciso dal fratello Tifone, personaggio violento ed empio; questi, diviso il cadavere dell’ucciso in ventisei pezzi, ne diede uno a ciascun complice del delitto, perché voleva che tutti fossero contaminati dall’infamia e riteneva che in tal modo avrebbe trovato in essi alleati sicuri nella difesa del regno. Raccontano però che Iside, sorella e moglie di Osiride, abbia vendicato l’uccisione con l’aiuto del figlio Horus e sia diventata regina dell’Egitto, dopo aver eliminato Tifone e i suoi complici. “Dietro questa leggenda, secondo Carli, si nascondeva il ricordo di un grande cataclisma naturale. Infatti, ‘per testimonianza di tutta l’antichità, Osiride rappresentava il sole e Iside la luna’. Chi poteva dunque essere ‘quel Tifone che a’ tempi d’Ercole cagionò tanta desolazione e tanta rovina?’ Molte testimonianze facevano pensare ad una cometa. Fra queste spiccava quella di Plinio: Fra le comete, alcune si spostano come pianeti, altre rimangono immobili; quasi tutte si trovano nella zona settentrionale del cielo, in una posizione non fissa, ma per lo più nella fascia bianca che ha ricevuto il nome cli Via Lattea. Aristotele riferisce che se ne vedono anche più d’una allo stesso tempo, cosa che nessun altro ha verificato, almeno a mia conoscenza; inoltre, che esse sono indizio premonitore di venti forti e di calura. Compaiono anche nei mesi invernali e nel cielo australe, ma, in quel caso, sono prive di qualsiasi coda. Una, tremenda, fu sperimentata dai popoli d’Etiopia e d’Egitto, e le diede il suo nome Tifone, re di quei tempi: aveva un aspetto infuocato ed era ritorta a forma di spirale, truce già a vedersi, più un nodo di fiamme, per così dire, che una stella. “La data di quest’avvenimento sembrava coincidere con l’età dell’Ercole egizio, sempre riferendosi a Diodoro: ‘Tradizionalmente si calcola un intervallo di oltre diecimila anni dal tempo di Osiride e Iside al regno di Alessandro, fondatore in Egitto della città che porta il suo nome." Da tutto questo, dunque, si può dedurre che forse l’incontro della Terra con la cometa e il conseguente diluvio avvennero intorno a 12.000 anni fa, più o meno tra il 9.000 e il 10.000 avanti Cristo: è a quella data che risalgono quindi anche le rovine megalitiche del Lazio e la fondazione di un gruppo di città tese a ricreare, con la loro collocazione, la disposizione nel cielo delle stelle di alcune costellazioni?
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