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LA QUESTIONE DEGLI "ACHEI" Erodoto e Tucidide, autori del V° secolo a.c., nel ricomporre il quadro storico della Grecia del II millennio, eludono il termine "Achei" (tanto caro ad Omero che tale termine aveva usato ben 400 anni prima), parlano quasi esclusivamente di Pelasgi. Questi due storici riscoprono, per loro stessa asserzione il termine più antico e attinente alla realtà storica "I Pelasgi". Tucidide dichiara "un po' ovunque" nel I 3,2, ma più precisamente a seguire nello spiegare l'origine e l'uso antico del termine di "Elleni", asserisce che soprattutto i Pelasgi nel periodo anteriore ad Elleno diffondevano nella massima estensione il loro nome… Considerando ciò e la cronologia di Dioniso possiamo dire che tale asserzione riguarda il 1.340 a.c. circa. Erodoto, dal canto suo, parla di Pelasgi in ben 19 capitoli dei suoi 8 libri (pare ora siano 9) e senza mezzi termini enuncia che la stirpe Pelasgica è una delle fondamentali componenti etniche del popolo greco (I 56,2). Continuando, per fugare qualsiasi equivoco sottolinea che la stirpe Dorica dei suoi giorni (450 a.c.) era originariamente Pelasgica e che questi erano detti tali ancor prima che gli "Elleni si interessassero alla Ftiotide! (I 56 e 57). Dionisio di Alicarnasso poco dopo Erodoto (450 a.c.) eredita la stessa scuola di pensiero insieme a Strabone che ne fa il punto di partenza per illustrare la sezione più antica del suo trattato.
Lo testimonia soprattutto Omero che, vissuto molto tempo dopo la guerra di Troia, non chiama mai i Greci Elleni, ma soltanto i compagni di Achille venuti dalle Ftiotide, i quali erano proprio i primi Elleni; gli altri sono chiamati nei suoi versi Danai e Argivi e Achei. E neppure usò il nome di barbari per il fatto che gli Elleni, a mio parere, non erano ancora riuniti in un nome distinto che si opponesse a quello dei barbari. Al lato: armatura di bronzo di un guerriero miceneo di molto similare alla descrizione che ne fa Omero nei suoi poemi - l'elmetto è composto da zanne di cinghiale -. Costoro dunque, successivamente chiamati Elleni, una città dopo l'altra a seconda che quei popoli si intendevano reciprocamente tra loro e infine tutti quanti, a causa della loro debolezza e del loro isolamento non compirono alcuna impresa tutti insieme prima della guerra di Troia. Ma anche per questa spedizione si riunirono solo quando erano già divenuti più pratici del mare". Segue uno schema secondo il quale ad ogni autore corrisponde dove ha scritto di aver individuato gli insediamenti territoriali Pelasgi
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