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Il Santuario di Santa Maria della Sorresca Capitolo II - dal XIII Secolo al 1576 - I Templari Secolo XIII - I Monaci Basiliani del Monastero di Grottaferrata diventano padroni di Santa Maria della Sorresca a seguito, con molta probabilità, della "Costituzione Apostolica" redatta da Innocenzo III sulla conferma dei diritti e dei privilegi concessi al Monastero di Grottaferrata. "Apostolica Constitutio super
confirmatione iurium et privilegiorium
Anno 1211 - Papa Innocenzo III intervenne come mediatore in una lite insorta tra i Monaci di Grottaferrata e i Cavalieri Templari. Questi erano subentrati ai Monaci Cluniacensi nel possesso della Chiesa di Santa Maria del Monte Aventino di Roma e anche affittuari o enfiteuti di Santa Maria della Sorresca. A proposito di questa lite ecco cosa è possibile evincere dal De Ceonobio: "Finalmente, nello stesso territorio i Monaci, avendo un tempo concesso ai Fratelli della Milizia del Tempio di usufruire del Monastero di Santa Maria della Sorresca insieme alla sua tenuta, versando ogni anno, nella festività dell'Assunsione, una determinata somma di denaro, e tuttavia essendo scoppiata una lite, Innocenzo la compose in ogni sua parte, dopo aver inviato il 2 Agosto 1211 ad ambedue i contendenti una lettera. I Templari sono quindi autorizzati "ad
avere in perpetuo liberamente e pacificamente il possesso della Chiesa
della Sorresca con tutte le sue pertinenze" a patto che paghino
ogni anno il censo pattuito. Poco dopo i Cavalieri della Milizia del
Tempio diverranno signori anche del Promontorio, che presiederanno
nel periodo della lotta di Federico II contro la Chiesa, probabilmente
in caricati dal papa Gregorio IX. Anno 1233 - Nella "Costituzione Quinta" di Gregorio IX sono elencati i beni appartenenti al Monastero di Grottaferratae tra questi quelli di Terracina e quindi Santa Maria della Sorresca. Anno 1435 - La Costituzione Apostolica di Innocenzo III fu integralmente confermata dal papa Eugenio IV, con il titolo: "Esemplare autentico della Costituzione Apostolica del papa Eugenio sopra la conferma dei diritti e dei privilegi che dal papa Innocenzo III furono concessi al Monastero di Grottaferrata". Anno 1259 - Dopo la morte di Federico II, i Templari permutarono il Promontorio del Circeo con il Casale Pilocti (La Cecchignola), un fondo di oltre 400 ettari sulla via Ardeatina. Nell'atto di permuta, conservato presso l'Archivio Caetani, si parla di "San Felice sul Monte Circeo e della tenuta che è chiamata Santa Maria della Sorresca, con tutte le sue pertinenze anche in Terracina eccetto una casa sita in località chiamata Posterula, presso il muro della Città che i Templari si riservarono per il loro Ordine". Anno 1301 - Riccardo De Militiis, signore del Castello di San Felice, vende a Pietro Caetani, nipote del Papa Bonifacio VIII, "tutto il Castello di San Felice con il suo territorio e Santa MAria della Sorresca..." Anno 1462 - Inventario del Cardinale Bessarione: "La Chiesa o Grancia di Santa Maria della Sorresca (de Sorresco) con il lago con tutte le sue case e le sue pertinenze". Anno 1507 - Il Beneficio di Santa Maria della Sorresca viene unito, annesso ed in perpetuo incorporato alla Mensa del Monastero di Grottaferrata, per quanto riguarda il vitto, il vestiario e le altre necessità degli stessi Monaci. Anno 1562 - I Caetani ottengono effettivamente in enfiteusi perpetua il lago di Paola con la possibilità di affrancarla, come avviene, nel 1565. Anno 1565 - I Monaci Basiliani cedettero definitivamente la proprietà del Santuario della Sorresca e del Lago di Paola alla famiglia dei Caetani. Anno 1576 - Inventario dei Beni di Santa Maria della Sorresca su istanza del Cardinale Nicolo' Caetani. (rev.1 24/4/2005) |
