San Felice patrono del Circeo
Nella
"De Historia Terracinensi" di Domenico Contatore (1706) è narrato
il martirio del Prete Felice e del monaco Eusebio, ambedue
nativi di Terracina.
Eusebio converte alla religione cristiana molti Terracinesi e Felice
li battezza. Arrestati, probabilmente durante il regno di Traiano,
confessano la loro fede e quindi vengono decapitati e i corpi gettati
senza la testa in un fiume e trascinati verso il mare. In un secondo
tempo vengono rinvenuti dal prete Quarto che li ricompone di nuovo
alle rispettive teste, ritrovate miracolosamente intatte, e gli dà
loro sepoltura in prossimità delle tombe dei martiri Cesario e Giuliano,
dove in seguito fu eretta la Chiesa di San Cesario o di Santa Maria
in Varano.
L'attendibilità del martirio dei Santi
Felice ed Eusebio è messa in dubbio dalla Bibliotheca Sanctorum
e della "Passio S.Caesarii" nella quale è stato tramandato.
Il Capponi ("Il Promontorio Circeo"-1856) respinge l'ipotesi
che il paese di San Felice abbia potuto prendere il nome da questo
Felice prete, giacché il luogo del martirio non è il Circeo.
Il
nome di San Felice compare per la prima volta nel 1259 nell'atto che
sancisce il passaggio del Promontorio dai Templari ai Pironti. Nell'anno
1632 venne redatto l'atto solenne con cui i capi di famiglia dei nuovi
abitanti di San Felice alla presenza del Duca di Sermoneta, Francesco
Caetani, dichiarano loro "Avvocato, difensore e protettore San Felice".
Alla fine del Settecento la chiesa del
Centro Storico fu consacrata a Felice II anziché al martire Felice,
il motivo di questa sostituzione non trova attualmente soluzione:
Deo aeterno sacrum
In honorem
Felicis II Pont. Max. Mart. Invicti
Patroni coelestis salutiferi
Templum vetustate situquae squalens
In ampliorem formam restitutum
VII kal.Junii anno MDCCCXXXII
E ancora, su un altro pilastro della chiesa:
Ecclesiam hanc…
Pucilli episcpopus Terracinensis…
In nomen et memoriam S.Felicis PP. Et M. solemniter
Consecravit…
Le
ossa che si conservano nell'urna dorata sotto l'altare maggiore della
Chiesa Parrocchiale del Centro Storico non sembrano appartenere a
Felice II. Scrive il Capponi: "Per impegno poi dell'istesso Tesoriere
(Guglielmo Pallotta) ed a richiesta di quella popolazione il lodato
Pontefice si compiacque di benedire un corpo santo scavato nelle Catacombe
delli antichi Cristiani, che battezzatolo per San Felice Papa e martire
lo inviò a quelli abitanti, i quali devotamente vi fecero costruire
un'apposita urna che presentemente in questa chiesa si conserva".
Le spoglie di San Felice II Papa si trovano
in realtà a Ceri nella chiesa dell'Immacolata Concezione, martirizzato
nel 358 a Cerveteri durante la persecuzione di Costanzo.
Il santo viene festeggiato il 29 luglio
di ogni anno.
Curiosità: Alcuni autori, fino all'inizio
dell'Ottocento (Brocchi) chiamano il paese col nome di Santa Felicita,
al femminile. Il Cluvier, nel Seicento, chiama gli abitanti "Incolae
Sancate Felicis"; il Corradini un secolo dopo, "Oppidum Sancti Felicis"
al maschile. Il Contatore invece, usa ambedue i generi "Castrum Sancti
Felicis seu Felicitatis", affermando che in origine il nome doveva
essere femminile, ma che il popolo storpiava il nome Santa Felicita
pronunziando Santafeliciani o Santa Felice.
Da altri documenti in lingua italiana si legge quasi esclusivamente
"Santa Felice", con l'aggettivo femminile. Ma il nome originario sembra
il nome di un santo e non di una santa, la forma dialettale (Sante
con la "e" muta) trasferita letteralmente nei documenti ha finito
probabilmente con l'apparire femminile.
(rev.0 15/1/2003) ... in lavorazione
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