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Caracalla
Era, questo, un provvedimento di grande importanza storica: ormai non v'era più distinzione fra vincitori e vinti, fra conquistatori e conquistati, fra cittadini e provinciali: tutti gli uomini liberi viventi entro i confini dell'impero potevano dichiararsi con orgoglio cittadini romani. Roma e l'Italia perdevano i loro privilegi, ma in compenso tutto il territorio dell'impero era conquistato per sempre alla civiltà di Roma. Il nome di Caracalla è anche legato alle grandiose Terme, cioè ai bagni, le cui imponenti rovine destano ancora lo stupore di chi visita Roma. Ma egli fu autoritario, amante del fasto, crudele. Il senato e l'aristocrazia romana gli furono perciò fieramente ostili. Si aggiungeva, ad aggravare la situazione, la cresciuta minaccia dei Germani e dei Parti, ai confini settentrionali e orientali dell'impero. Caracalla fu ucciso per ordine del suo prefetto del pretorio, che tenne per breve tempo l'impero (217). Dopo altri torbidi, fu eletto, assai giovane, Severo Alessandro, l'ultimo della dinastia dei Severi, mite e saggio principe, che cercò di governare con energia e di riordinare l'impero, combattendo anche i barbari. Fu ucciso da una congiura, mentre, presso le frontiere, cercava di venire a patti con i Germani (213).
rev.1 270102 |
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