L'impero dopo Costantino
Teodosio e Onorio
Ai
confini orientali dell'impero romano, i Goti, varcato il basso Danubio,
si riversarono nelle province di confine, ottenendo il diritto di
stanziarsi nella Mesia. Ribellatisi poi, sconfissero in una violenta
battaglia presso Adrianopoli l'imperatore Valente, che vi lasciò
la vita (378 d.Cr.). Alla fine, i goti furono vinti, ridotti alla
ragione e stanziati definitivamente nelle regioni balcaniche a difesa
dell'impero, per merito di un giovane generale, Teodosio. Questi,
acclamato imperatore, riuscì a sbarazzarsi di tutti i suoi
rivali e a riunificare nelle sue mani, per l'ultima volta, l'impero.
Succedettero a Teodosio (395) i figli
Arcadio e Onorio, quello nell'oriente, questo nell'occidente.
L'impero romano teoricamente restava unito, quantunque fossero diverse
le sedi degli imperatori; essi avrebbero dovuto esercitare insieme
l'autorità e, se uno mancasse, l'altro ne doveva tenere il
posto. Nel fatto però le due parti erano nettamente divise:
e nell'occidente, più esposto alle invasioni, ne avevano vantaggio
i barbari invasori.
Tra
le antiche iscrizioni del Circeo, forse l'ultimo rinvenimento del
periodo imperiale della zona, vi e' una base marmorea realizzata in
onore degli imperatori Teodosio e Onorio.,
da parte del vicario della citta eterna Flavio Nicio Teodulo:
SALVIS DDNN HONORIO
ET THEODOSIO INVICTISSI
MIS IMPP. FL NICIVS THEODOLVS V.C.
VICARIVS VRBIS ETERNAE
Onorio, intanto, abbandonò definitivamente
Roma e trasferì a Ravenna la capitale, mentre le popolazioni
germaniche invadevano i territori dell'impero d'occidente. Roma e
Circei si avviavano progressivamente alla definitiva decadenza.