Il Tempio di Circe

Tempio di CirceSulla quota 541, la massima del monte, sorge quello che rimane del cosiddetto Tempio di Circe o Venere. Costruito con due sistemi costruttivi, la parete meridionale in opera poligonale irregolare (preromana) e quella settentrionale in opus quadratum quasi sicuramente un restauro di età imperiale, infatti da un'iscrizione proveniente dal territorio del Circeo (CIL X, 6422) veniamo a sapere che nel 213 d.Cr., l'imperatore Caracalla, con il consenso dei sacerdoti addetti al culto, stabilì il restauro di un'ara dedicata a Circe: l'incarico fu demandato a Servio Calpurnio Domizio Dexter che fece incidere sull'altare la scritta: Circes sanctissimae.

In realtà non si trattò di un tempio quale oggi noi intendiamo, ma di un recinto sacro (i Greci lo avrebbero chiamato themenos), in cui si celebravano le feste religiose (feriae latinae). L'organizzazione delle genti di lingua latina prevedeva anche una federazione di carattere sacrale. In epoca storica il santuari che coagularono l'istinto federativo del latini furono edificati appunto sulle vette dei monti. Al recinto sacro salivano anche in età repubblicana i generali per il trionfo, quando il trionfo propriamente detto era loro rifiutato in Roma.

Accanto all'altare vi doveva essere un'edicola sacra contenente l'immagine della Dea. Risale a circa 50 anni fa il rinvenimento, nelle vicinanze della vetta del monte, di una testa marmorea appartenente con ogni probabilità alla statua di Circe.

 

approfondimenti
Pianta del Tempio

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