La Fonte di Lucullo
La Fonte - cenni storici
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Ingresso alla Fonte di Lucullo - Anno
1966
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La Fonte di Lucullo (o Bagnara) è una grotta artificiale
ricavata da un'antica cisterna romana, situata all'interno del Parco
Nazionale del Circeo, costruzione riconducibile
all'epoca imperiale romana (Imperatore Domiziano 81-96 d.Cr), ma
probabilmente edificata già in epoca repubblicana quindi
più antica di quanto ritenuto fino ad oggi.
Poco distante sorgeva, infatti,
una villa repubblicana (visibile fino a circa 70 anni fa) con un
muro di contenimento in opera poligonale di circa 200 m (!). La
villa oggi è scomparsa e non ne rimane alcuna traccia. Non
è escluso che questa villa si servì proprio della
vicina cisterna che oggi appare come una fonte.
La fonte, anticamente nota col nome di "Bagnara",
è ora conosciuta col nome del patrizio romano Lucio Licinio Lucullo
il quale, nel 78 a.Cr., avrebbe conferito l'incarico, secondo la
leggenda, a Cneo Domizio Amando, (bolli su laterizio ritrovati in
loco riportavano la dicitura "Val(eat) qui fec(it) Cn(eus) Domit(ius)
Amand(us)) di raccogliere le acque di quella zona.
La leggenda narra che sulle sponde del lago di Paola si trovava
la deliziosa villa che apperteneva a 'Lucullo', opulento cittadino
romano, il quale dopo aver esercitato per molti anni la carriera
militare combattendo valorosamente, e con onore a vantaggio della
patria, dopo aver accumulato molte ricchezze si ritirò dalle
pubbliche cariche per terminare gli ultimi suoi giorni fra le comodità
di una vita agitissima all'ombra del Promontorio del Circeo.
Dal Forma Italiae di Giuseppe Lugli del
1928 si riferisce quanto segue: "La sorgente, abbastanza abbondande
e freschissima, scaturisce entro una grotta manufatta, di m.10,30X
5,85 circa, con pareti di mattoni triangolari di età domizianea,
e coperta con volta reale gettata su centina di tavole; all'imposta
si trova un piano di bipedali. La parete di destra è molto
rovinata e l'imboccatura è distrutta, ma si vede in basso
la cunetta di uscita dell'acqua, larga m.1,20 e, presso la parete
di fondo, l'imboccatura di un basso cunicolo a cappuccina che si
addentra per notevole profondità...".
Il sito fu riattivato e sistemato nell'anno 1904,
dall'allora medico condotto del paese, Pietro Cardinale, quando
furono operate "osservazioni sugli effetti benefici di quell'acqua".
Quindi fu stanziata la somma necessaria per sistemare "il bacino
ove sorge la stessa, con il fine di ottenere che l'acqua possa attingersi
facilmente e possa mantenersi sempre limpida". La parte emergente
della grotta romana era in ogni caso nota anche anteriormente.
La cura e la manutenzione della fonte è
stata supportata per molti anni dalla famiglia Di Propero, titolari
dell'adiacente locale di ritorazione, ma attualmente il luogo necessità
di urgenti lavori di sistemazione, sia delle strutture archeologiche
che della rigogliosa vegetazione cicostante.
Attuali vicende di degrado - (da Latina Oggi
dell'8 febbraio 2010)
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La Fonte di Lucullo -
Anno 2010
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Un incontro per decidere della messa in sicurezza
e del recupero della Fonte di Lucullo. Su impulso del consigliere
Felice Pagliaroli, ieri mattina, 8 febbraio 2010, i sindaci dei
Comuni di San Felice Circeo e Sabaudia, Vincenzo Cerasoli e Maurizio
Lucci, accompagnati dal presidente e dal direttore dell’Ente Parco
Nazionale, Gaetano Benedetto e Giuliano Tallone, e dal responsabile
della Soprintendenza ai beni archeologici, Massimo Righi, si sono
recati sul posto per verificare in prima persona lo stato della
grotta artificiale, e per avviare le procedure di messa in sicurezza
e di recupero dell’importante sito archeologico. [...]
Al momento non si sa ancora quale sia e dove si
trovi la sorgente captata, ma l’ipotesi più plausibile tra gli esperti
è che questa sia ubicata in un’area sita in prossimità del lago
di Paola. All’incontro hanno partecipato anche l’ingegnere del Comune
di Sabaudia, Vincenzo D’Arcangelo, e il ricercatore della cattedra
di Topografia Antica dell’Università La Sapienza di Roma, Diego
Ronchi. Quest’ultimo ha effettuato un sopralluogo superficiale e
indicato ai tecnici del Comune di Sabaudia gli interventi più urgenti
da avviare. Primo il puntellamento della volta, in parte crollata
nelle scorse settimane, e poi il taglio degli alberi che sono nati
spontaneamente in prossimità della fonte.
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La camera orientale della grotta allagata
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Le radici degli alberi, che si sono infilati nei
tufi e nel materiale cementizio utilizzato per la costruzione della
grotta artificiale, sono infatti in parte responsabili del crollo.
Nei prossimi giorni quindi i tecnici e gli operai del Comune di
Sabaudia, provvederanno a mettere in sicurezza il sito, puntellando
la volta e transennando l’ingresso alla fonte. Il passo successivo
sarà quello del recupero dell’area, che verrà svolto congiuntamente
dall’Ente Parco e dai due Comuni coinvolti nella sua tutela.
Già perché la fonte di Lucullo si trova nel territorio
del Comune di Sabaudia, ma fu donata dal barone Aguet, prima della
fondazione della nuova città, ai cittadini sanfeliciani. Ed è per
questo che il sindaco Vincenzo Cerasoli ha partecipato all’incontro,
prendendo precisi impegni per il recupero e la salvaguardia del
sito archeologico (Cinzia Vastarella).
[...]
Pagina a cura
di Carlo Gallone
(rev.4 24.04.2010)
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Cartolina del 1973
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settembre 1992 - foto C.Gallone
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