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Domiziano,
Tito Flavio
(Roma 51 - 96 d.Cr.)
Dopo la morte
dell'imperatore Tito, che non aveva avuto figli, gli
successe il fratello Domiziano, proclamato imperatore
dai pretoriani. Domiziano aveva il carattere militaresco
del padre (Vespasiano), ma fu molto più autoritario.
Costrinse il
senato a nominarlo censore perpetuo, in modo da poter eliminare
tutti i senatori, che non gli fossero completamente fedeli;
dette sviluppo a una rigida burocrazia, sostituendo spesso
impiegati dipendenti direttamente da lui ai magistrati nominati
dal senato. Domiziano per primo pretese l'appellativo di
signore, e giunse a farsi chiamare anche dio. Perseguitò
i filosofi stoici, i quali guidavano l'opposizione delle classi
colte e aristocratiche contro l'assolutismo imperiale; restaurò
i tradizionali culti romani, vietando i culti orientali e perseguitando
gli ebrei ed i cristiani.
Importanti
imprese militari furono condotte sotto il regno di Domiziano,
specialmente sul Danubio e in Britannia. Fu organizzato un
poderoso sistema difensivo fra il Reno e il Danubio, il famoso
e solidissimo limes. In Britannia fu inviato
il generale Agricola, che riportò brillanti vittorie,
sottomettendo tutto il territorio dell'odierna Inghilterra.
Ma contro la
tirannia di Domiziano e contro le gravose imposte da lui ordinate
si ordirono congiure. L'imperatore divenne sospettoso, ricorse
agli arresti e alle condanne, accrescendo l'odio. Alla fine,
nel 96 d.Cr., cadde vittima di una congiura.

Testa dell'imperatore Domiziano
rinvenuta nel 1934 a poca distanza dal logo di Fogliano.
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Depredazioni e distruzioni
Il saccheggio, la
devastazione e la distruzione integrale della Villa di Domiziano
fu opera del Card. Carlo Collicola tesoriere della S.C.A. a
partire dal 1721. Un tesoro di valore inconcolabile rimasto
presumibilmente intatto fino ad allora.
All'inizio
del Settecento veniva praticata ancora la barbara politica dei
Barberini, di costruire a spese dei monumenti antichi! Per recuperare
materiale da costruzione, necessario per poter portare a termine
i moli del canale e altri fabbricati, fu
ordinato l'abbattimento sistematico di tutte le murature della
Villa di Domiziano che affioravano dal terreno, soprattutto
nel braccio della Molella!
Un
esercito di forzati era addetto ad atterrare pareti e preparare
i materiali, mentre una flottiglia di facchini faceva la spola
tra il braccio della Molella e Paola per trasportarli sul luogo
dei lavori. Perfino i marmi furono asportati dai pavimenti!
Questa distruzione sistematica si verificò non solo nella
Villa di Domiziano, ma anche nella zona del canale stesso, sul
diverticolo della Via Severiana, di cui furono rasi al suolo
tutti i sepolcri o quasi, e nelle ville intorno ai Casarini.
Gli oggetti più pregiati, invece, furono venduti alle
ville nobiliari di Roma e al Vaticano per ricavarne materiale
edilizio per le chiese (soprattutto il bronzo).
Successivamente
altri abusi continuaro a danno della sfortunata Villa:
1
- nel 1798, ad opera del Petrini, il quale ordinò una
compagna di scavi con lo scopo di saccheggiare opere d'arte
a scopo di lucro.
2 -
inizio '800, una spedizione inglese trafuga beni, ricavandone
molte opere da mettere in vendita.
3 -
l'attività scavatoria degli Antonelli, in particolare,
di Gregorio, fratello maggiore del segretario di Stato di Pio
IX. In una lettera si legge: "... Il Palazzo Antonelli
contiene quasi tutti gli oggetti noti, la cui provenienza circeiense
può essere ben stabilita. Il padre (appunto Gregorio)
del Conte (Agostino) ha sfruttato le immense rovine di Paola
e di Palazzo come una miniera d'oggetti d'arte da vendere."
4 -
i Sanfeliciani stessi, che ne ricavarono, un tempo, mattoni
per le proprie abitazione e per cuocere la pizza di mais.
Il saccheggio
fu così sistematico che l'archeologo Giulio Iacopi, nel
1934, trovò ben poco da catalogare.
5 - il degrado e la mancanza di vigilanza attuali.
Non
bisogna dimenticare l'integramento, da parte della Forestale,
di una vasta piantagione di Pini, che hanno soffocato
ogni altra specia di arborea, e quel che è peggio, stanno
avvolgendo in una morsa letale i ruderi superstiti dell'importantissima
villa, sia nel sottosuolo, sia in siperficie, con le spire delle
loro radici.
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