Distruzione delle tre torri Cervia, Fico e Moresca

Tartana LivorneseNel mese di ottobre dell'anno 1808 trovandosi ancorata nelle vicinanze di Torre Vittoria una Tartana Livornese (immagine a lato) carica di vino, e di altre mercanzie, cola' rifugiatisi per liberarsi da una Fregata Inglese, che la inseguiva con una Lancia; il capo della torre un Sanfeliciano di nome Millozzi, ordino' il fuoco e con un tiro di cannone a mitraglia colpi' la Lancia in modo da farla quasi affondare. La fregata invio' un altra Lancia in soccorso della prima, ma durante queste operazioni ambedue vennero bersagliate da continui colpi di cannone, tanto che una palla tirata ad arte dalla torre poco manco' che non le facesse affondare.

Il comandante della fregata Inglese, riconosciuto il danno sofferto in questa piccola zuffa, ordino' la vela. Giunto in alto mare con un colpo di cannone chiamo' a rinforzo una Corvetta, due Brich, due Cannoniere, una Galera e una Scorridora, che si trovavano stanziate in prossimita' dell'Isola di Ponza. Formata una piccola squadra d'assalto, gli Inglesi si ancorarono a distanza di tiro utile, in particolare la Scorridora che con diverse lance ritentarono di predare la Tartana Livornese.

La torre attacco' di vivo fuoco che fu corrisposto da tutti i Bastimenti e mantenuto dalle ore di 19 di quel giorno fino all'una di notte del giorno successivo. La torre ricevette 22 colpi, le cui orme nelle pareti non si possono piu' osservare a causa di un recente restauro, ma la sua struttura non venne minimamente offesa, ne alcuno dei torrieri ivi esistenti. Lo stesso pero' non accadde ai Bastimenti: una nave fu colpita e colo' a picco nella spiaggia di Caprolace. Della Vincita riportata da questa torre e con molta fatica dei combattimenti in tale circostanza, non venne piu' dimenticata la memoria, poiche' sempre continuo' a chiamarsi Torre Vittoria.

Torre CerviaNel mese di maggio del 1809 una Fregata e una Corvetta Inglesi, che da due giorni bordeggiavano intorno al Monte Circeo, si ancorarono nella direzione della torre Cervia e per mezzo di quattro Lance sbarcarono su quei scogli circa ottanta marinai incursori. Gli Inglesi di diressero verso la torre e chiamando per nome il caporale, un Palermitano, forse a loro gia' conosciuto, e ne domandarono l'entrata. Il caporale acconsenti' alla richiesta, ed asserendo ai suoi compagni d'arme di essere di fronte a gente amica, ordino' che si gettasse il ponte e si aprisse la porta: in tal modo la torre fu presa.

Il caporale di torre Cervia (foto a sinistra) condusse poi i nemici all'altra torre Fico, dove giunti di notte chiamarono il capo di essa Camillo Collarullo, onde gli aprisse le porte. Collarullo benche' ascoltasse e riconoscesse la voce degli uomini addetti all'altra torre vicina, pur tuttavia, sentendo un qualche mormorio di lingua straniera, si astenne per poco di acconsentire alla richiesta: ma gli Inglesi avevano gia' formato una scala, ed ascesi sulla piazza d'arme assalirono e catturarono la torre.

Torre MorescaVerso le 23 di quello stesso giorno la torre fu fatta saltare, segui' poco dopo la stessa sorte torre Cervia e similmente torre Moresca (foto a destra) che gli Inglesi avevano preso senza difficolta' per essere stata abbandonata dalla sua guarnigione corsa a soccorso delle altre torri.

Distrutte le tre torri gli Inglesi tentarono fare altrettanto alla torre Paola, alla estremita' del Monte verso Ponente. Un assalto prima dalla spiaggia, e poi dall'alto del Monte, venne respinto: il caporale della torre, Ubaldi Piemontese, fece chiudere la porta e ritirando il ponte ordino' il fuoco. I nemici sconfitti dovettero retrocedere, e rifugiarsi sulla loro nave, facendo vela per sottrarsi al contrattacco. Nel giorno seguente gli Inglesi sbarcarono il 300 sulla spiaggia di caprolace, e a suon ti tamburo s'inoltrarono verso Torre Paola, spacciandosi per Francesi ma furono accolti a cannonate dalla guarnigione Sanfeliciana. Dopo diverse ore di battaglia, anche contro il naviglio che era appena giunto a rinforzo, la torre ottenne un completa vittoria infliggendo gravi perdite al nemico.

Inquieti oltremodo gli Inglesi per tale accaduto non si perderono di coraggio, ma il giorno seguente recandosi nell'altra spiaggia per sorprendere Torre Vittoria fecero per diverse ore vivo fuoco. Forte pero' la torre ad una difesa, li obbligo' a doversi allontanare da quel litorale.


Blocco continentale

Blocco dichiarato da Napoleone I contro la Gran Bretagna con il decreto di Berlino del 21 novembre 1806. Prevedeva che nessuna nave proveniente dalla Gran Bretagna o dalle sue colonie potesse accedere ai porti francesi e impediva alle nazioni alleate con la Francia di effettuare scambi commerciali con la Gran Bretagna. Tra il 1807 e il 1808 vi aderirono anche Russia, Prussia, Danimarca, Austria e Svezia. I decreti napoleonici riuscirono solo in parte a ridurre il flusso di importazioni dalla Gran Bretagna all'Europa continentale, e in Francia ebbero gravi ripercussioni sia sul piano economico sia su quello sociale. Dopo il 1809 il blocco perse di valore, ma venne meno solo nel 1815, con il crollo definitivo dell'imperatore francese.

 

 

 

Pio VII (Cesena 1742 - Roma 1823), papa (1800-1823)

Si oppose a Napoleone in difesa delle prerogative tradizionali della Chiesa. Al secolo Gregorio Luigi Barnaba Chiaramonti, dapprima monaco benedettino e poi abate e cardinale grazie alla sua parentela con papa Pio VI, poco dopo l'elevazione al soglio pontificio negoziò il Concordato del 1801 con il governo napoleonico, che restaurò la Chiesa in Francia. Nel 1804 il pontefice incoronò Bonaparte imperatore come Napoleone I, ma le relazioni tra i due si deteriorarono quando Napoleone cercò di imporsi sulla Chiesa francese, fino alla rottura dei rapporti diplomatici tra Francia e Stato Pontificio. Nel 1809 Napoleone dichiarò lo Stato Pontificio parte dell'impero francese e imprigionò il papa, trattenendolo a Savona e poi in Francia, a Fontainebleau. Il pontefice resistette coraggiosamente ai tentativi di Bonaparte di costringerlo a esercitare l'autorità papale secondo la linea politica imperiale. La sua strenua resistenza a Napoleone non rafforzò tuttavia il prestigio e la statura morale del papato. Pio non tornò in Vaticano fino alla primavera del 1814, quando le sconfitte militari napoleoniche ne favorirono la liberazione. In seguito il papa abrogò la legislazione stabilita dai francesi ristabilendo i gesuiti e l'Inquisizione, e sopprimendo la Carboneria, una società segreta liberale.

da Enciclopedia Microsoft Encarta

(rev.1 18/5/03)

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