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Distruzione delle tre torri Cervia, Fico e Moresca
Il comandante della fregata Inglese, riconosciuto il danno sofferto in questa piccola zuffa, ordino' la vela. Giunto in alto mare con un colpo di cannone chiamo' a rinforzo una Corvetta, due Brich, due Cannoniere, una Galera e una Scorridora, che si trovavano stanziate in prossimita' dell'Isola di Ponza. Formata una piccola squadra d'assalto, gli Inglesi si ancorarono a distanza di tiro utile, in particolare la Scorridora che con diverse lance ritentarono di predare la Tartana Livornese. La torre attacco' di vivo fuoco che fu corrisposto da tutti i Bastimenti e mantenuto dalle ore di 19 di quel giorno fino all'una di notte del giorno successivo. La torre ricevette 22 colpi, le cui orme nelle pareti non si possono piu' osservare a causa di un recente restauro, ma la sua struttura non venne minimamente offesa, ne alcuno dei torrieri ivi esistenti. Lo stesso pero' non accadde ai Bastimenti: una nave fu colpita e colo' a picco nella spiaggia di Caprolace. Della Vincita riportata da questa torre e con molta fatica dei combattimenti in tale circostanza, non venne piu' dimenticata la memoria, poiche' sempre continuo' a chiamarsi Torre Vittoria.
Il caporale di torre Cervia (foto a sinistra) condusse poi i nemici all'altra torre Fico, dove giunti di notte chiamarono il capo di essa Camillo Collarullo, onde gli aprisse le porte. Collarullo benche' ascoltasse e riconoscesse la voce degli uomini addetti all'altra torre vicina, pur tuttavia, sentendo un qualche mormorio di lingua straniera, si astenne per poco di acconsentire alla richiesta: ma gli Inglesi avevano gia' formato una scala, ed ascesi sulla piazza d'arme assalirono e catturarono la torre.
Distrutte le tre torri gli Inglesi tentarono fare altrettanto alla torre Paola, alla estremita' del Monte verso Ponente. Un assalto prima dalla spiaggia, e poi dall'alto del Monte, venne respinto: il caporale della torre, Ubaldi Piemontese, fece chiudere la porta e ritirando il ponte ordino' il fuoco. I nemici sconfitti dovettero retrocedere, e rifugiarsi sulla loro nave, facendo vela per sottrarsi al contrattacco. Nel giorno seguente gli Inglesi sbarcarono il 300 sulla spiaggia di caprolace, e a suon ti tamburo s'inoltrarono verso Torre Paola, spacciandosi per Francesi ma furono accolti a cannonate dalla guarnigione Sanfeliciana. Dopo diverse ore di battaglia, anche contro il naviglio che era appena giunto a rinforzo, la torre ottenne un completa vittoria infliggendo gravi perdite al nemico. Inquieti oltremodo gli Inglesi per tale accaduto non si perderono di coraggio, ma il giorno seguente recandosi nell'altra spiaggia per sorprendere Torre Vittoria fecero per diverse ore vivo fuoco. Forte pero' la torre ad una difesa, li obbligo' a doversi allontanare da quel litorale.
(rev.1 18/5/03) |
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