Il Principe Stanislao Poniatowsky

Stanislao PoniatowsyIl Principe Stanislao Poniatowsky, nipote di Stanislao Augusto re di Polonia dal 1764 al 1795, trascorse buona parte della sua vita in Italia. Residente a Roma dal 1785, fu ben presto attratto dall'incantevole paesaggio del Circeo, tanto che, il 13 febbraio del 1808, acquistò l'intero feudo dalla Reverenda Camera Apostolica. Poco dopo fu versata un'altra somma di denaro come buonuscita per rescindere l'affitto del Lago di Paola che era stato assegnato ai coniugi De Bonis.

Il Poniatowsky amministrò il Circeo per quattordici anni e la popolazione locale, oppressa dalla miseria, ne acquisì indubbi e duraturi benefici. Molte furono le migliorie e le nuove opere realizzate in tutto il territorio, fu probabilmente il nobiluomo che più beneficò il paese. Per brevità di trattazione elencheremo solo alcune delle numerose realizzazioni che ancor oggi si possono ammirare:

1- la costruzione della graziosa Villa Poniatowsky, poi Villa Aguet;
2- il piano superiore del Palazzo Baronale, ora sede del comune, trasformando la piazza d'armi della Torre Templare in un ampio terrazzo;
3- lo scavo di alcune cantine, e al di spora dei magazzini, alla base del baluardo antistante la piazza del paese;
4- il palazzetto comunale per la comunità di S.Felice, spostando il portone al cortile interno dal centro al punto in cui si trova attualmente;
5- la sistemazione dell'antico orologio sulla facciata delle Torre per consentirne a tutti la visione;
6- la costruzione di 16 nuove case e otto cantine soprattutto nel lato est del centro storico;
7- l'innalzamento di un padiglione, presso la scogliera, con dei sedili. Da qui la strada del lungomare conducente alla Torre Vittoria, presso la quale fu edificato un piccolo palazzo prospiciente il mare ed ivi la piantagione di alberi di fico;
8- l'impianto di un frutteto, di una vigna e di un giardino sullo spiazzo delle rovine della cosiddetta Villa di Lepido e di altre piantagioni in vari punti del territorio;
9- il tracciamento della via dal paese alla Cona e di qui fino a Torre Paola, Via Principe, che porta ancora il suo nome.

Ormai cinquantenne, s'innamorò di una popolana già sposata di vent'anni più giovane, Cassandra Luci, dalla quale ebbe tre figli. Non avendo potuto ottenere l'annullamento del matrimonio della donna, né la legittimazione dei figli, il 23 maggio 1822 rivendette, forse per risentimento, il feudo del Circeo alla Reverenda Camera Apostolica. Lasciò Roma nell'anno 1825 per trasferirsi a Firenze accolto dall'aristocrazia locale. Stanislao Poniatowsky morì nel 1833 e trovò sepoltura nella Chiesa di San Marco dove ora sorge il suo monumento sepolcrale.

Nel documento dell'A.S.R. (Camerale III - Busta 2177) dove sono elencate le opere realizzate al Circeo dal Principe, si legge: "In una parola, tante e tante altre cose hanno fatto cangiare aspetto al paese e al territorio, di modo che non è possibile precisare l'enorme spesa, ma sicuramente, per quello che in passato sì è inteso dire dai Familiari e Ministri di detto Sig. Principe, deve avervi speso in tutto qualche duecentomila scudi: è divenuta la terra di San Felice e lago di Paola una vera delizia; meriterebbe l'amore di un sovrano per farne, come i Lepidi, i Luculli e Poniatowsky, un luogo di amena e piacevole villeggiatura".

Per conto suo il Poniatowsky non mancherà di ricordare la popolazione di San Felice che gli manifestò in molte occasioni la propria gratitudine, e nella corrispondenza con l'Arciprete del tempo egli scriveva: (da T.Lanzuisi)"…mi sono state oltremodo gradite le cortesi espressioni…, sulle quali non faccio che ripeterle quanto ho già ad altri esternato, cioè che non potrò mai in dimenticanza questa interessante località e la sua buona popolazione, ed in modo particolare quelle brave persone che mi hanno dimostrato un maggiore attaccamento, e che goderò di udire le notizie della loro ulteriore prosperità".


 

 

 

(rev.1 13/10/02)