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Il Principe Stanislao Poniatowsky Il Poniatowsky amministrò il Circeo per quattordici anni e la popolazione locale, oppressa dalla miseria, ne acquisì indubbi e duraturi benefici. Molte furono le migliorie e le nuove opere realizzate in tutto il territorio, fu probabilmente il nobiluomo che più beneficò il paese. Per brevità di trattazione elencheremo solo alcune delle numerose realizzazioni che ancor oggi si possono ammirare:
Ormai cinquantenne, s'innamorò di una popolana già sposata di vent'anni più giovane, Cassandra Luci, dalla quale ebbe tre figli. Non avendo potuto ottenere l'annullamento del matrimonio della donna, né la legittimazione dei figli, il 23 maggio 1822 rivendette, forse per risentimento, il feudo del Circeo alla Reverenda Camera Apostolica. Lasciò Roma nell'anno 1825 per trasferirsi a Firenze accolto dall'aristocrazia locale. Stanislao Poniatowsky morì nel 1833 e trovò sepoltura nella Chiesa di San Marco dove ora sorge il suo monumento sepolcrale. Nel documento dell'A.S.R. (Camerale III - Busta 2177) dove sono elencate le opere realizzate al Circeo dal Principe, si legge: "In una parola, tante e tante altre cose hanno fatto cangiare aspetto al paese e al territorio, di modo che non è possibile precisare l'enorme spesa, ma sicuramente, per quello che in passato sì è inteso dire dai Familiari e Ministri di detto Sig. Principe, deve avervi speso in tutto qualche duecentomila scudi: è divenuta la terra di San Felice e lago di Paola una vera delizia; meriterebbe l'amore di un sovrano per farne, come i Lepidi, i Luculli e Poniatowsky, un luogo di amena e piacevole villeggiatura". Per conto suo il Poniatowsky non mancherà di ricordare la popolazione di San Felice che gli manifestò in molte occasioni la propria gratitudine, e nella corrispondenza con l'Arciprete del tempo egli scriveva: (da T.Lanzuisi)"…mi sono state oltremodo gradite le cortesi espressioni…, sulle quali non faccio che ripeterle quanto ho già ad altri esternato, cioè che non potrò mai in dimenticanza questa interessante località e la sua buona popolazione, ed in modo particolare quelle brave persone che mi hanno dimostrato un maggiore attaccamento, e che goderò di udire le notizie della loro ulteriore prosperità".
(rev.1 13/10/02) |
