Il riscavo del canale romano ed altre costruzioni

Il Circeo, dalla Severiana, viene incontro con la sua alta taglia, con i suoi fianchi scoscesi, a picco, dalla parte del Precipizio. Su una sporgenza, ai piedi del monte, sorge Torre Paola. Nella piccola baia, tra la torre e il porto-canale, sbarcò, secondo un'interpretazione del racconto omerico, Ulisse.

Il porto-canale è stato attribuito dal Lugli a Nerone ma, con molta probabilità, esso è opera invece di Lucio Faberio Murena, magistrato di Circei. Il ritrovamento di un'antica iscrizione recitava infatti: "…servendosi dell'alta e bassa marea (Lucio Faberio Murena) e con lavori di arginatura e di consolidamento del canale (di Paola), ha regolato il flusso e riflusso dell'acqua nel Lago.".

Molti secoli dopo, con l'Editto del 1° Febbraio 1721, il papa Clemente XI ritenne di autorizzare il Tesoriere Generale e Commissario Generale del mare, nonché Amministratore del Feudo del Circeo, il Monsignor Carlo Collicola, a dare inizio ai lavori di riscavo del canale.

Il Collicola fece ripulire con i condannati di varie "galere pontificie", il canale che nel corso del medioevo, a causa della mancanza di qualsiasi manutenzione, si era insabbiato e vi costruì i due Ponti delle Cateratte, uno dei quali è crollato recentemente e l'altro si prevede di demolirlo per consentire il transito dei grossi natanti da diporto.

Il Ponte Innocenzo (o della memoria) verso la fine del XIX secolo. Il ponte e' recentemento crollato.
Il seconto ponte della cataratta negli anni 70. Il ponte come appare oggi.

Si trattò di un'impresa colossale per quei tempi, intrapresa non per motivi di navigabilità, ma per rendere più fruttuosa la pesca nel lago mediante l'immissione di acqua marina, cambiando così il tipo di coltura: da quella di acqua dolce a quella pregiata di acqua salmastra.

   
La Chiesa di Poala  
   
   

 

 

 

 

(rev.1 17/04/04)
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