Fondazione di Roma - Circeo - Storia e Leggenda

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Fondazione di Roma

Storia

Il racconto tradizionale che narra dei gemelli Romolo e Remo è evidentemente una leggenda, formatasi quando Roma era grande e potente, una leggenda nata dal desiderio dei suoi cittadini di nobilitare la loro città, collegandola alle eroiche vicende di Troia e di Enea, figlio della dea Afrodite.


In realtà, Roma in origine era un modesto nucleo di tre villaggi di capanne sul colle Palatino, costruite fra il IX e l'VIII secolo a.Cr. da gruppi di contadini di stirpe latina. Nulla distingueva questa Roma delle origini dagli altri villaggi che sorgevano anticamente nel Lazio, non lontano dal Tevere (gli scavi ne hanno contato una quarantina) e che erano abitati, oltre che dai Latini, anche da una popolazione affine, i Sabini.


Le sue dimensioni equivalevano all'incirca a quelle di un'attuale borgata rurale: 16 ettari di superficie, cioè un quadrato di 400 di lato.


Roma diventa una città


Lo sviluppo di Roma e la sua trasformazione da villaggio in città si compì in circa trecento anni, dall'VIII al V secolo a.Cr., e fu favorito da due motivi: la posizione geografica e l'influenza degli Etruschi.


La posizione geografica  era particolarmente adatta al commercio. Roma distava pochi chilometri dal mare ed era lambita dal Tevere, in un punto di naturale incrocio delle vie di scambio. Una delle prime merci che avviò i Romani al commercio fu il sale, abbondante sul lido marino e assai ricercato nell'entroterra. Per questo, una delle più antiche vie di Roma fu chiamata, e si chiama tuttora, via Salaria, cià via del sale. Essa parte dalla costa, segue il Tevere e penetra nelle zone appenniniche.


L'impulso decisivo che trasformo Roma e ne stimolò il progresso civile fu dato dagli Etruschi. Questo popolo, attratto forse dall'attività commerciale e dall'ottima posizione di Roma, incominciò a penetrare nella città dal VII secolo a.Cr. e, forte della sua superiorità culturale e tecnica, vi si affermò, tanto da tenere il governo per circa 200 anni. Sul finire del V secolo a.Cr., Roma non era più un villaggio ma una città, con una popolazione di circa 35.000 abitanti, un numero per quei tempi assai notevole. Aveva intorno, come protezione, un muro fortificato lungo 11 chilometri; le case erano in gran parte non più capanne ma edifici in muratura, fra i quali spiccavano alcune costruzioni di notevole dimensione, indizio anche di una certa ricchezza: i due templi di Giove sul Campidoglio e sul Quirinale, il tempio di Vesta e la sede del Senato, nel Foto (piazza).

Le origini di Roma secondo la leggenda

Sulle origini di Roma gli antichi hanno tramandato una leggenda, che collega la nascita della città alle vicende della guerra di Troia. Secondo questa leggenda, un eroe troiano, Enea, scampato alla distruzione della sua patria, insieme con il padre Anchise e il figlio Giulo (chiamato anche Ascanio), guidò attraverso il mare un drappello di compagni e approdò in Italia, presso le foci del Tevere, dove si stabilì e fondò la città di Lavinio.

Successivamente Giulo fondò la città di Alba (o Albalonga) su cui regnò. Gli successe una serie di re, fino a Numitore, al quale fu usrpato il trono dal fratello Amulio, che imprigionò Numitore e tentò di sopprimere gli eredi, i nipoti Romolo e Remo, due piccoli gemelli appena nati, che fece gettare nel Tevere. I due fanciulli si salvarono; portati dalle onde su una spiaggia asciutta, furono trovati e allattati da una lupa e quindi raccolti da un pastore, che li affidò alle cure della moglie.

1. Tito Livio, Annali

14 ottobre 2016 | agg.1


La leggenda continua narrando che Romolo e Remo: "... vollero fondare una città nel luogo in cui erano stati abbandonati e allevati e così fu fatto. Ma chi dei due avrebbe dato il nome alla città, e chi ne sarebbe stato re? Poichè erano gemelli, l'età non dava a nessuno dei due il diritto di precedenza. Si rivolsero allora agli dei del luogo, per avere un segno della loro volontà. Ed ecco che a Remo, per primo, apparvero sei avvoltoi; un numero doppio apparve, qualche tempo dopo, a Romolo. In tal modo, entrambi pensarono di aver diritto alla corona; l'uno forte della precedenza, l'altro, del maggior numero di uccelli. Ne nacque un violento litigio e Remo cadde ucciso per opera del fratello. In questo modo Romolo ebbe egli solo il potere e la città da lui prese il nome." [1]
 
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