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Da qui scaturirono una serie di convenevoli ove Roma, colta in senso positivo dalle lusinghe, mandò i suoi rappresentanti da Siface con altrettanti regali. Tito Livio, a questo punto enuclea una serie di eventi straordinari che porteranno i Pontefici delle religioni in voga ad allora ad una serie di sacrifici di animali adulti e ad un intero giorno di solenne preghiera in Roma. Tra questi eventi straordinari egli riferisce che sul mare di Terracina, non lontano dal porto, serpenti di mirabile grandezza si erano messi a danzare come fanno i pesci quando scherzano. Ecco che viene riconfermata la comune credenza popolare che l'area era considerata ancora a quei tempi generatrice di fenomeni mitologici. Di questi possiamo dire che la forza preponderante della natura abbinata a periodicità che rendevano impraticabile parte delle ex Paludi Pontine rappresentavano una giusta miscela per avvalorare tesi fantastiche. Volendo credere a quanto riferito e considerando la stagione in atto, possiamo asserire che di serpenti di mirabile grandezza che danzino sulla superficie delle acque non se ne conosce l'esistenza salvo una specie che arriva massimo a 4 metri e che vive nel mezzo di banchi melmosi a medie/alte profondità ma, la sua dimensione di sezione è talmente ridotta tanto da sembrare una lunga e fina frusta da carro e, comunque, caratterizzato da abitudini di superficie. Pertanto ecco che si potrebbe dare un'interpretazione mitologica voluta per avvalorare alcune scelte politiche ed allo stesso tempo di valenza allegorica. Quasi sicuramente i serpenti possono essere individuati in branchi di delfini che segnalano la presenza di altrettanti branchi di tonni o che preannunciano il passaggio dei grandi cetacei. Ancora oggi, le balene, passando al largo di Terracina vanno verso il promontorio del Circeo per doppiarlo in località Punta Rossa. Questi seguono le correnti favorevoli che li porteranno nel mar ligure. La narrazione di T.Livio sembrerebbe che si debba vederla alla luce del fatto che la Roma politica, pur apprezzando la proposta di Siface volle avere una conferma anche da un largo consenso popolare (viste le imminenti elezioni di nuovi consoli), cosa che poteva ottenere solo con l'aiuto dei pontefici religiosi e per far ciò questi addussero, quali segni divini di tale volere, alcuni fenomeni che in realtà erano artificiosi o comunemente spiegabili, ma non per la gente del popolino. Come dato storico è la riconferma dello stretto connubio tra politica e religione.
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