Prima l'anima giunse d'Elpenore, il nostro compagno…
Piansi, vedendolo qui, pietà ne sentii nel mio cuore: 55
e a lui così mi volsi, dicendogli alate parole:
"Come sei giunto, Elpenore, in questa caligine fosca?
Prima tu a piedi sei giunto, che io sopra il negro naviglio".
Così gli dissi; ed egli, piangendo, così mi rispose:
"Ulisse, o di Laerte divino scaltrissimo figlio, 60
tristo un demone m'ha rovinato, e la forza del vino.
Addormentato m'ero in casa di Circe e sul punto
Di venir via, scordai da qual parte scendeva la scala:
mossi dal lato opposto, piombai già dal tetto, ed il collo
mi si stroncò nelle vertebre, e scese lo spirito all'Ade. 65
Ora, per i tuoi cari, che sono lontani, ti prego
per la tua sposa, pel padre, che t'ha nutricato piccino,
e per Telemaco, solo lasciato da te nella reggia,
giacché so che, partendo di qui, dalle case d'Averno,
dirigerai di nuovo la prora per l'isola Eea. 70
Quivi ti prego che tu di me ti ricordi, o signore,
sì che, partendo, senza sepolcro non m'abbia a lasciare,
senza compianto…
… dove son le contrade e le case
d'Aurora che al mattino si leva, donde anche il sol sorge… 55
dei miei compagni alcuni di Circe alla casa inviai,
che riportassero il corpo d'Elpenore spento. E, recisi
subito tronchi, dove più in mare sporgeva la spiaggia,
lo seppellimmo accorati, pingendo lacrime amare.
Ora poi che il morto e l'armi del morto qui furon bruciati, 60
gli costruimmo un tumulo, sopra innalzammo una stele,
e configgemmo, in vetta del tumulo, un agile remo.
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Il sepolcro di Elpenore
Elpenore,
uno dei più giovani compagni di Ulisse, alla vigilia della partenza
dal Circeo ebbe la sventura di cadere dalla rupe dove stava
il palazzo di Circe morendo nell'incidente. La tradizione antica
(Plinio, Teofrasto) vuole tale sepolcro posto nell'isola Eea
in un luogo soleggiato e a breve distanza dal mare. Alcuni
studiosi che hanno scritto del Circeo, individuarono la tomba
dello sfortunato greco nel pendio a monte dove è attualmente
ubicata la torre "Cervia". Il Westphal, nel 1829, indica
tale, ma da come lui stesso asserisce, mai visto. Il Cipriani
disegna in una piantina, vari sepolcri tra torre "Cervia" e
torre "Fico". Il Petit-Radel asserisce di aver visitato il sepolcro
di circa 12 metri quadrati, ma nulla rilevarono in proposito
gli archeologi all'inizio del XX° secolo, ne l'Ashby e nemmeno
il Lugli. La zona è attualmente affollata di ville costruite
a seguito della lottizzazione messa in atto dalla famiglia degli
Aguet. Inoltre, l'area, è devastata dalla costruzione della
"via del sole" e da "via del Faro", nonché sopra torre Cervia
è stata fatta una deviazione della vecchia strada a mezzo di
minamento delle pendici del monte per tagliare la roccia. Non
esistono, attualmente, utili indizi per individuare resti del
3.200 a.C. atti ad avvalorare l'esistenza di una tumulazione
greca in loco. (Di Elpenore ne parla anche Giovanale
nelle sue satire: ...credirerim aut tenui percussum verbere
Circes et cum remigibus grunnisse Elpenora porcis...)
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(rev.3 3/12/2002)
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