|
Odissea
Libro Decimo
Ecco, ed all'isola Eea giungemmo, ove Circe abitava, 135
Circe dai riccioli belli, la Diva possente canora,
ch'era sorella d'Eeta, signore di mente feroce.
Erano entrambi nati dal Sole che illumina il mondo:
fu madre loro Perse, di Perse fu Oceano padre.
Qui, su la spiaggia del mare, spingemmo in silenzio la nave, 140
dentro un sicuro porto: ché un Dio sopraggiunse a guidarci:
qui, dalla nave usciti, due giorni giacemmo e due notti:
ché ci rodeva il cuore stanchezza commista a cordoglio.
Quando la terza giornata, però, l'alba ricciola schiuse,
io, la zagaglia presa con me, preso il ferro affilato, 145
velocemente mossi dal legno, a scoprire d'intorno,
se mai tracce vedessi di campi, se udissi una voce.
E sopra un'alta asceso vedetta di rupi, ivi stetti;
ed ampie strade scorsi di là, vidi un fumo levarsi
dalla dimora di Circe, tra dense boscaglie e tra selve. 150
Subito ch'ebbi visto quel fumo con quelle faville,
prima l'idea mi venne d'andare, di chieder novelle;
ma, ripensandoci poi, mi parve che meglio sarebbe
ch'io prima andassi al legno veloce e a la riva del mare,
cibassi i miei compagni, li mandassi a chieder novelle. 155
(Traduzione di Ettore Romagnoli)
|
La testimonianza di Strabone
Dal libro V° della "Geografia"
di Strabone, vissuto in epoca Augustea, si legge quanto segue:
"6. A 290 stadi da Antium c'è
il monte Circeo, che sorge come un'isola sul mare e sulle paludi.
Dicono che sia anche ricco di erbe, adattandolo così a
quanto si racconta di Circe. Vi è un piccolo insediamento,
un santuario di Circe e un altare di Atena; viene anche mostrata
una tazza che, a quanto dicono, sarebbe appartenuta ad Odisseo..."

|
|
L'Isola EEA
Diversa era la conformazione delle
dune che oggi dividono il mare dal lago di acqua salmastra denominato
"Lago di Paola".
Abbiamo provato a ricostruirle come erano nel 3.200 a.c.. Le dune
a quei tempi si distribuivano su due grandi linee parallele alla
costa di Sabaudia come, in egual modo, erano le altrettante posizionate
dal lato della costa che separa San Felice Circeo da Terracina
(quest'ultime sono ormai scomparse e non esiste più alcun
lago salmastro, ma ricchi documenti fotografici ne avvalorano
la passata esistenza).
Le file di dune più arretrate costituivano
piccole catene di colline (nella località Molella e ceraselle
si può ancora oggi vedere dei piccoli colli che si rarificano
man mano che si estendono lungo la direttrice che porta verso
Sermoneta). Queste colline erano ricoperte di lecci e sughere,
come ancor oggi se ne vedono in località "La Bagnara".
Le dune si univano sotto il monte Circeo collegandolo alla terra
ferma con una bassa lingua di sabbia. Era un fragile e sottile
istmo, l'attuale località "La Cona", il mare lambiva questa
terra e la modificava ad ogni suo cambiare di correnti. Per brevi
periodi venivano asportate dai flutti le sabbie rendendo periodicamente
il promontorio un'isola.
Avvenne la definitiva saldatura con la creazione di due grandi
insenature, una di levante e l'altra di ponente tanto che le stesse
rendevano al promontorio l'aspetto illusorio di un'isola.
|
 |
 |
 |
| Azione delle dune litoranee nella formazione
del promontorio. (fonte: Parco Nazionale del Circeo) |
(rev.3 3/12/02)
|