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Circe, maga vissuta al Circeo?
Già all'inizio del VII secolo a.C., in seguito alla navigazione dei Calcidici, l'Isola EEA viene identificata col Circeo. Omero, in una vivace e colorita descrizione delinea questi luoghi negli aspetti paesaggistici e topografici e ne fa la costa ove approdò Ulisse. Le affermazioni di Omero, nel tempo, sono state avvalorate da altri storici, poeti e scrittori di scienze naturali, come Esiodo nel suo Teogonia, Eschilo, Teofrasto, Presudo-Scylax. Apollonio Rodio nelle Argonautiche. Infine Strabone in età augustea, il quale asserisce che al Circeo i sarcedoti mostravano sia il sepolcro di Elpenore che la coppa di Ulisse e i rostri della nave. Ma lo scetticismo è la mancata correlazione del Circeo con le descrizioni dell'odissea, fa dubitare sulla reale collocazione in tale luogo della residenza della Maga. Risolvere questo dilemma, all'inizio del terzo millennio, è molto improbabile, ma provare a confrontare quanto illustrato nell'Odissea con quello che oggi si sa del territorio del Circeo porta a delle interessanti riflessioni. In sintesi, la Maga Circe, secondo la mitologia greca, nasce da Elio e dalla ninfa Perseide. Grazie a delle pozioni magiche ella riusciva a trasformare gli uomini in animali lasciandoli in possesso del raziocinio e liberi di andare sull'isola del Circeo. L'eroe Greco Ulisse la incontrerà nel suo vagabondare e per liberare i suoi compagni, trasformati dalla semidio in maiali, mangerà un erba che lo renderà immune. Infatti Circe, sorpresa dal fatto che qualcuno potesse resistere ai suoi poteri magici, si innamorò di lui e acconsentì a ridare le sembianze umane agli sventurati. Ulisse rimase sull'isola per un anno e, quando decise di partire la Maga gli indicò come avrebbe potuto trovare la rotta per Itaca dalle indicazioni del Tebano Tiresia che avrebbe incontrato da vivo nel regno dei morti. Quanto detto delinea già un primo problema, cioè l'identificazione del Circeo quale isola e non promontorio come d'altronde oggi lo è. rev.3 130901 |
