Come può aver trovato tali spunti Omero per il capitolo X° dell'odissea?

E' molto combattuta la paternità del poema nell'attribuirlo ad Omero o ad una raccolta di più fatti narrati da diversi autori. Resta fisso il periodo di redazione del poema, cioè nell'800 a.c. e quindi ben 400 anni dopo la caduta di Troia. Come può aver fatto uno scrittore a riportare simili notizie dopo tanto tempo?.

Omero, o chi per lui, attento ascoltatore, ha sicuramente raccolto racconti di navigatori dell'epoca che tramandandosi di padre in figlio il mestiere e le nozioni, acquisivano conoscenza delle coste dall'esperienza tramandata dai figli dei figli dei loro avi. Conviene ricordare che nelle epoche di cui parliamo i mestieri erano prettamente tramandati da padre in figlio ed esistevano delle vere e proprie caste specificamente dedicate. E' semplice spiegare al proprio figlio "Vedi questa è la costa dove viveva una donna bellissima che era una maga, lì su quel monte ci sono ancora i resti del suo palazzo, stai attento a non avvicinarti troppo!".

Avvicinarsi troppo era il problema da evitare! (vedere Eneide) Infatti la particolare tecnica di navigazione e la tipologia delle vele delle fragili imbarcazioni di allora, in caso di tempo cattivo, non permetteva di doppiare il Monte Circeo tanto che molti si schiantavano sulle sue coste. Fù proprio questo problema a far costruire ai Romani un canale interno che evitava il periplo del promontorio. Come d'altra parte la descrizione del porto di Paola doveva servire a indicare un approdo di emergenza da utilizzare per lo stretto necessario altrimenti se si perdeva tempo a cercare la maga si rischiava di venir trasformati in animali.

Quest'ultimo monito era fondato sul fatto che dopo il cattivo tempo, rimanere a lungo nel porto di Paola poteva essere rischioso per il pericolo dell'occlusione dell'accesso al golfo a causa del depositarsi di sabbie. La fantasia e comunque la precisione nel descrivere le coste per poterle riconoscere durante la caratteristica navigazione di "cabotaggio", hanno fatto il resto. Ecco perché grazie a questi poemi fù trovata Troia e perché si ritiene che sicuramente il Circeo fù la sede di un popolo e probabilmente subì per un periodo l'influenza di una donna di rara bellezza quanto astuta tale da lasciarne una forte memoria tramandata verbalmente tra i navigatori di allora, quali Fenici e Greci. Il merito và a colui o coloro che tanto raccolsero e cercarono di tramandarci.

CURIOSITA': I fenici furono un popolo di grandi navigatori ed intorno al 1.200 a.c. iniziarono ad espandersi nel Mediterraneo costruendo città/Stato, tra queste la famosa Cartagine. Chissà se approfittando delle strutture poligonali intesero provare a realizzare una città Stato al Circeo? Questo popolo ha lasciato all'occidente l'invenzione dell'alfabeto, ma di iscrizioni o testimonianze sui fenici al Circeo non siamo, al momento, in grado di darne la certezza.

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