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Dove il porto ampio ed attrezzato? Nell'osservare i laghi di acqua salmastra della Sardegna, i quali sono separati dal mare da una sottile striscia sabbiosa, ci si accorge che fanno capo ad un corso d'acqua che scende brevemente dai monti e muore in questi stagni. Le sabbie che circondano il bacino salmastro assorbono acqua a quantità e la riversano in mare attraverso faglie sotterranee così che il lago rimane isolato. Quando nella stagione delle piogge si riempie il fiume, il lago conseguentemente traborda aprendo un largo varco nella lingua sabbiosa che lo separa dal mare.
La motivazione potrebbe risiedere nel fatto che per spostarsi più facilmente dall'isola di Circe nei periodi di transumanza delle greggi verso i monti Lepini, le sabbie e gli acquitrini potevano rappresentare un ostacolo e comunque era necessario costruire stabili approdi per facilitare l'attracco di imbarcazioni da pesca o di navigatori commercianti. Quest'ultima teoria si deve ancora confutare, in quanto, secoli dopo, i Romani costruirono alcune ville sul Lago di Paola che sicuramente poggiano su alcune di queste terrazze poligonali. Teoria presumibile dal fatto che in località palazzo la villa di Domiziano, ancora oggi è quasi tutta emersa e sprofonda nel lago solo nelle sue propaggini estreme, segno che il suo corpo centrale poggia su un basamento che ne impedisce lo sprofondamento nelle sabbie del lago. Altro indizio è che nella vicina Ponza già esisteva un approdo di origine Fenicia, poi utilizzato dai Greci e infine dai Romani. La stessa cosa poteva essere successo per il lago di Paola che proprio nel periodo della caduta di Troia poteva fungere da approdo per i primi Fenici che utilizzarono i basamenti Pelasgi per strutture di servizio affinché potessero godere di riparo e del rifornimento di acqua dal piccolo fiume di Mezzo Monte. rev.2 130991 |
