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Virgilio Marone, Publio
(Pietole, Mantova 70 a.C. - Brindisi 19 a.C.)
Poeta latino, autore di uno dei massimi capolavori della letteratura
classica, l'Eneide. Nato da una famiglia di modesti proprietari
terrieri, studiò a Cremona e a Milano, poi a Roma e a Napoli,
presso il filosofo epicureo Sirone. Asinio Pollione, celebre
uomo politico e di cultura, lo esortò alla poesia bucolica;
in seguito, entrato a far parte del circolo di Mecenate, Virgilio
divenne uno dei principali poeti della corte di Augusto. Nel
19 partì per un viaggio in Grecia e in Asia, con l'intenzione
di lavorare al suo poema e di consacrarsi per il resto dei suoi
giorni agli studi di filosofia. Ad Atene incontrò Augusto e
fece ritorno in Italia con lui; prima dell'imbarco tuttavia
si ammalò e morì poco dopo l'arrivo a Brindisi. In punto di
morte diede istruzioni affinché l'Eneide venisse distrutta,
ma per ordine di Augusto il poema fu pubblicato.

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L'Eneide
Virgilio consacrò gli ultimi undici anni della sua vita al
progetto più ambizioso e più caro ai suoi potenti protettori:
un lungo poema epico nazionale che celebrasse la romanità. Il
protagonista non è, come nell'idea originaria, Augusto, ma l'eroe
troiano Enea, figlio di Venere e fondatore della gens Julia
alla quale, peraltro, Augusto rivendicava di appartenere. L'Eneide
narra i suoi sette anni di pellegrinaggio dalla caduta di Troia
alla vittoria militare in Italia, preludio della futura grandezza
di Roma. Lo stile e la concezione dell'opera derivano dal modello
dei grandi poemi epici greci attribuiti a Omero, l'Iliade e
l'Odissea, ma vi si riconoscono anche influenze degli Argonautica
di Apollonio Rodio, poeta greco del III secolo a.C., e degli
Annales di Ennio. I riferimenti più specificatamente storici
e legati all'età augustea predominano nei libri V-VIII, ossia
nella parte centrale dell'opera. Nonostante l'intento dichiarato
di glorificare Roma e l'imperatore, l'ampio respiro dell'opera,
la finezza psicologica, l'attenzione alla condizione dell'individuo,
conferiscono all'Eneide un valore universale. Anche sul piano
formale è un monumento di perfezione stilistica. Virgilio fu
il creatore di un linguaggio poetico "classico" e svolse un
ruolo corrispondente a quello che Cicerone aveva avuto nella
prosa: nonostante l'estrema eleganza, i suoi versi hanno una
naturalezza senza precedenti nella poesia latina. Il poema ebbe
un successo e una fama immediati. Durante il Medioevo gli si
vollero attribuire significati filosofici e religiosi e l'autore
fu ritenuto mago e profeta. Dante gli rese onore nella Divina
Commedia, facendone la propria guida nel viaggio attraverso
l'inferno e il purgatorio fino alle soglie del paradiso.
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